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Giornata mondiale ambiente. Masullo: “Transizione ecologica e resilienza territori unici strumenti per affrontare crisi climatica”
“Se ci lanciamo con coraggio nel Green Deal, prepariamo un futuro migliore e senza guerre, già da oggi. Riduciamo gli investimenti in armi e investiamo in un futuro migliore per tutti”, l’invito del direttore scientifico di Greenaccord
“Inspired by Nature. For Climate. For Our Future” (“Ispirati dalla natura. Per il clima. Per il nostro futuro)”: è il tema scelto per la Giornata mondiale dell’ambiente 2026, che ricorre il 5 giugno. La Giornata mondiale dell’ambiente si celebra dal 1972 e rappresenta il principale veicolo delle Nazioni Unite per incoraggiare la consapevolezza e l’azione a livello mondiale a favore dell’ambiente. Quest’anno le celebrazioni ufficiali si tengono a Baku in Azerbaigian. Il focus della campagna per il 2026 è incentrato sul cambiamento climatico e sulle soluzioni basate sulla natura (Nature-based Solutions). L’obiettivo è sensibilizzare il pubblico sulla necessità di accelerare le azioni concrete per affrontare la crisi ambientale, collegando la protezione degli ecosistemi alla resilienza climatica. Ne parliamo con Andrea Masullo, direttore scientifico di Greenaccord Ets.

(Foto Greenaccord Ets)
Quanto è importante oggi ripensare il rapporto tra uomo ed ecosistemi nella lotta al cambiamento climatico?
C’è un nesso imprescindibile fra benessere umano e benessere degli ecosistemi.
È sorprendente che, in quest’epoca di crisi ecologiche e sociali, con il mondo devastato da guerre in corso e guerre che covano sotto traccia, il Pil continui ad essere il principale indicatore di benessere. Tutto il dibattito politico ruota intorno a questo indicatore generico, senza qualità, così poco rappresentativo, che copre nella sua genericità le peggiori minacce che incombono sulla popolazione mondiale. Ovviamente, un Pil troppo basso non lascia spazio ai più poveri per immaginare un futuro migliore, fatto di sicurezza e di una vita felice. Quando il Pil cresce oltre una certa misura è il momento di distinguere fra attività dannose ed attività utili.
In Italia si parla spesso di transizione ecologica, ma meno di resilienza climatica dei territori. Quali sono le priorità più urgenti per rendere le comunità locali più preparate agli effetti della crisi ambientale?
Noi oggi stiamo pagando gli effetti del massiccio uso di fonti fossili del secolo scorso, che hanno alterato il bilancio di carbonio fra atmosfera, biosfera ed oceani. Più è elevato lo squilibrio fra questi tre serbatoi di carbonio, più è difficile frenarne le conseguenze, che ormai sono giunte al limite dell’irreversibilità.
Transizione ecologica e resilienza dei territori sono gli unici due strumenti che abbiamo per affrontare la crisi climatica.
La prima agisce alla fonte del problema con la sostituzione dei combustibili fossili con le fonti rinnovabili, in tal modo facendosi carico di non lasciare gli effetti peggiori alle generazioni future. La resilienza si occupa dei possibili interventi che rendano meno gravi gli effetti attuali, cioè frane, alluvioni, siccità, erosione costiera, danni sanitari, economici ed ambientali già oggi particolarmente gravi nel nostro paese. Occorre che le due cose marcino insieme attraverso Piani integrati che includano la collaborazione di tutta la popolazione che deve essere aiutata a pratiche di uso del suolo sostenibili, aiutate con semplificazioni autorizzative nell’uso di fonti rinnovabili e nel miglioramento dell’efficienza energetica delle proprie attività, inclusa abitazione e scelta del mezzo di trasporto.
Greenaccord lavora molto sul dialogo tra ambiente, cultura e comunicazione. Quanto conta oggi il ruolo dell’informazione nel creare una vera consapevolezza ambientale, soprattutto tra i giovani?
Le nuove generazioni sono istintivamente proiettate verso il futuro, il loro futuro, che rischia di essere compromesso drasticamente dalle scelte sbagliate delle generazioni precedenti e dalla cattiva informazione ideologizzata che gran parte della politica e l’establishment economico-industriale fa della situazione attuale.Gli errori vengono portati come motivazione di ulteriori scelte sbagliate. Le guerre sono portate come motivazione per non cambiare. I giovani, tra necessità di inserirsi nel mondo del lavoro e prospettive di gravi crisi climatiche, sono spesso disorientati da queste contraddizioni. Il lavoro di Greenaccord, mettendo a confronto “il vecchio e il nuovo” con il filtro della rete internazionale di giornalisti, vede i giovani sempre più numerosi ai nostri Forum; essi arricchiscono il dibattito aperto fra esperti e giornalisti con le loro preoccupazioni sul futuro. Si è creato un bel clima di libero confronto intergenerazionale di idee che la politica non riesce più a proporre trincerandosi dietro soluzioni unilaterali anche in un campo scientificamente fondato come quello ambientale. I relatori dei Forum di Greenaccord sono scelti attraverso una attenta valutazione della competenza scientifica. Chi segue il Forum sa in tal modo a quale parte sociale appartiene ciascun relatore. Ciò aiuta molto la formazione di una coscienza critica per una navigazione in internet orientata da un’attenta ricerca delle fonti.
Le cosiddette Nature-based Solutions possono davvero rappresentare un’alternativa concreta alle sole soluzioni tecnologiche? Ci può fare qualche esempio virtuoso applicabile anche al contesto italiano?
Nei Paesi industrializzati è troppo spesso l’industria degli armamenti a tenere alta la crescita. Ma anche altri settori industriali lucrano su una guerra contro la natura pianificando l’obsolescenza programmata di apparecchiature di grande diffusione, il cui smaltimento comporta inquinamento e la necessità di estrarre minerali rari a basso costo, cosa che avviene con lo sfruttamento del lavoro minorile.Fairphone è una piccola impresa sociale olandese nata dopo una campagna avviata nel 2010 per richiamare l’attenzione sui minerali utilizzati nell’elettronica di consumo. Oggi sviluppa un telefono facile da riparare per una più lunga durata. Il profitto non nasce più dall’accorciare artificialmente la vita degli oggetti, ma dal renderli affidabili, manutenibili, aggiornabili. La compagnia reinveste i risultati ottenuti per garantire una giusta paga ai lavoratori.
Negli ultimi anni gli eventi climatici estremi sono diventati sempre più frequenti anche nel nostro Paese. Pensa che istituzioni, imprese e cittadini abbiano finalmente compreso la gravità della situazione?
Penso che i cittadini abbiano compreso la gravità della situazione assai più di imprese e istituzioni.Basta pensare che si sta cercando ogni pretesto per ritardare e ostacolare tutto ciò che la scienza ritiene necessario per fronteggiare la crisi climatica. Penso alla richiesta del Governo italiano di sospendere il sistema europeo ETS che ha lo scopo di sostenere l’innovazione tecnologica orientata alla riduzione delle emissioni gas-serra. Contemporaneamente si sostiene che, per abbassare il costo dell’energia, bisogna ridurre gli incentivi alle fonti rinnovabili, attualmente le meno costose, e riaprire il fronte del nucleare attraverso reattori di nuova generazione che ad oggi hanno aperto solo prospettive di tempi lunghissimi e di costi esorbitanti, ben più alti delle previsioni iniziali.
In occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, quale messaggio vorrebbe lanciare ai cittadini e alle nuove generazioni per trasformare la preoccupazione per il clima in azioni quotidiane concrete?
Vorrei dire ai cittadini di informarsi bene sui temi ambientali e non lasciarsi ingannare dalla propaganda che nasconde interessi diversi da ciò che dichiara.
Se ci lanciamo con coraggio nel Green Deal, prepariamo un futuro migliore e senza guerre, già da oggi. Riduciamo gli investimenti in armi e investiamo in un futuro migliore per tutti.
Agensir
