Leone XIV, Messa a Madrid: “Gesù è vivo e cammina in mezzo a noi”

Il Santo Padre ha presieduto l’Eucarestia a Plaza de Cibeles, nel cuore di Madrid, nel giorno in cui la Chiesa celebra il Corpus Domini. “Il Cristo che passa per le strade nell’ostensorio è lo stesso che si identifica con i poveri, i malati, i soli e gli scartati”.

“Questa memoria del Signore presente nel Pane eucaristico è al cuore della vostra fede e della storia del vostro popolo”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della messa in Plaza de Cibeles, a Madrid, nel corso del suo viaggio apostolico. Oggi la Chiesa celebra il Corpus Domini, la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo.

Proprio sul dono dell’Eucarestia ha riflettuto Leone XIV. “Gesù cammina per le strade, attraversa le piazze, visita i nostri quartieri, abita i luoghi della nostra vita quotidiana, come il Dio vicino che cammina con il suo popolo, come il Signore della storia, consolazione dei deboli, luce per le famiglie, speranza per i più fragili, pace per chi soffre”. Il Pontefice ha ricordato che “non si tratta di una manifestazione esteriore, di una sopravvivenza folkloristica o di un semplice ornamento estetico”, perché “qui si tratta della fede nella presenza del Signore Risorto, che è vivo e passa ancora in mezzo a noi, che si fa pane per la nostra fame di vita e visita gli angoli del nostro cuore e della nostra storia, anche quelli più oscuri. Così, se nella celebrazione eucaristica Cristo si dona come alimento, la processione dice che egli non rimane chiuso nel tempio ma, anzi, esce incontro a noi”.

“Il Cristo che passa per le strade nell’ostensorio è lo stesso che si identifica con i poveri, i malati, i soli e gli scartati”.

“La religiosità che da secoli anima questo Paese non sia un museo del passato da visitare, ma una scuola di fede dalla quale attingere anche oggi”, il monito del Pontefice: “Una scuola che ci insegna a inginocchiarci davanti a Dio e davanti al prossimo, perché nessuno può inginocchiarsi al Signore e disprezzare il fratello; una scuola che ci insegna la gratuità dell’amore che si fa dono, perché circoli tra di noi e spezzi le catene di ogni egoismo; una scuola da cui apprendiamo che Dio è presenza reale e anche noi siamo chiamati ad essere presenti nelle situazioni e nelle sfide della società, a non fuggire, a impegnarci in prima persona per la costruzione del bene comune”.

“La sua vita ricorda che l’Eucaristia non può essere onorata soltanto nelle grandi celebrazioni o in modo occasionale, ma anche nella fedeltà silenziosa di chi accompagna il Signore quando sembra dimenticato e in un’amicizia umile e discreta che si alimenta di giorno in giorno”. Con queste parole il Papa, nell’omelia della messa in Plaza de Cibeles, ha ricordato San Manuel Gonzales, il vescovo spagnolo dei tabernacoli abbandonati. Poi la citazione di san Giovanni della Croce, che nella prigione conventuale di Toledo, dove era incarcerato in condizioni durissime, proprio a ridosso del Corpus Domini del 1578, “riconosce dalla notte di quella prigione la presenza nascosta del Signore, da cui sgorga una luce che non conosce tramonto e sgorga una vita che non si esaurisce”. “Gesù Eucaristico è quell’eterna fonte nascosta”, ha commentato Leone: “fonte che scorre e disseta ma senza abbagliare, senza imporsi con potenza esteriore, senza presentarsi in modo spettacolare. Torniamo a lui con amore sincero. Apriamoci all’incontro con lui, lasciamo che egli disseti le aridità del nostro cuore, per uscire poi sulle strade della vita e della storia e portare tra la gente questa corrente di acqua fresca, corrente di amore, di pace, di giustizia e di gioia. Abbeveriamoci di nuovo da questa fonte eucaristica, che non ci chiude in una devozione privata ma ci manda a irrigare i fratelli, le famiglie, i poveri, coloro che soffrono, coloro che hanno perduto la speranza”.