Chiesa
Papa Leone XIV ha incontrato l’istituto teologico calabro
L’udienza della comunità accademica al Santo Padre. “Fare teologia insieme”, l’invito del Pontefice
Lunedì mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto in Udienza le comunità della Facoltà Teologica Pugliese e dell’Istituto Teologico di Calabria.
Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti.
Cari fratelli, buongiorno e benvenuti!
Sono lieto di incontrarvi questa mattina e di condividere con voi qualche riflessione riguardante il cammino di formazione offerto dalle vostre rispettive Istituzioni, la Facoltà Teologica Pugliese e l’Istituto Teologico Calabro.
Pensando alle due Regioni da cui provenite, bagnate dalla bellezza e dalla vastità del mare, mi ritornano in mente le parole che Papa Francesco rivolse alla comunità degli scrittori de La Civiltà Cattolica, che possono essere utili anche per voi: «Restate in mare aperto. Il cattolico non deve aver paura del mare aperto, non deve cercare il riparo di porti sicuri» (Incontro con gli scrittori de “La Civiltà Cattolica”, 9 febbraio 2017). C’è molto bisogno di questo atteggiamento, specialmente nei contesti in cui oggi la fede dev’essere annunciata e inculturata. Non si tratta di acquisire nozioni per adempiere obblighi accademici, ma di avviare una navigazione coraggiosa, una traversata in alto mare. Questo viaggio si muove in una duplice direzione: da una parte è un percorso per scendere in profondità, scrutando gli abissi del mistero di Dio e le diverse dimensioni della fede cristiana; dall’altra, è un prendere il largo per andare oltre, per scrutare altri orizzonti e trovare, così, nuove forme e nuovi linguaggi in cui annunciare il Vangelo nelle diverse situazioni della storia.
Questo è un punto importante che mi preme ribadire: la teologia serve per l’annuncio del
Vangelo, perciò è parte integrante e fondamentale della missione della Chiesa.
La formazione teologica, dunque, non è un destino per pochi specialisti, ma una chiamata rivolta a tutti, perché ciascuno possa approfondire il mistero della fede e ricevere gli strumenti utili a portare avanti con passione il «perseverante impegno di mediazione culturale e sociale del Vangelo» (Cost. ap. Veritatis gaudium, Proemio, 3).
In questa prospettiva, desidero richiamare il prezioso cammino di unità che avete avviato nelle vostre Regioni, anche unificando realtà, istituti e percorsi formativi che prima procedevano in autonomia. È una sinergia davvero importante: un vero e proprio passaggio storico di cui vi state rendendo protagonisti, che promuove la comunione tra le diocesi, favorisce il superamento di antichi campanilismi e, soprattutto, incoraggia un cammino ecclesiale all’insegna dell’unità e della fraternità.
Su questa strada è possibile costruire un comune orizzonte di pensiero e una convergenza sulle sfide pastorali e sulle esigenze dell’evangelizzazione.
Ecco allora l’invito: fare teologia insieme! Una formazione che serve all’annuncio del Vangelo è possibile solo insieme, navigando “in mare aperto” ma non come navigatori solitari. E farlo, come dicevamo, lasciando il proprio porto sicuro, andando oltre i propri confini territoriali ed ecclesiali, nell’incontro e nel confronto, nell’ascolto reciproco e nel dialogo, in quella comunione tra le Chiese che mette in connessione le risorse, le competenze e i carismi.
Facendo teologia insieme, gli orizzonti intellettuali, spirituali e pastorali si allargano e si mescolano, generando prospettive comuni e un impegno ecclesiale più incarnato nel territorio, offrendovi la possibilità di rinnovare gli stili e i linguaggi della fede nel contesto reale in cui vi trovate.
Facendo teologia insieme, scoprirete di essere un laboratorio che prepara i futuri presbiteri e operatori pastorali a vivere relazioni ecclesiali nello stile sinodale, in cui i diversi soggetti, ministeri e carismi ecclesiali si completano a vicenda superando ogni chiusura.
Facendo teologia insieme, infine, sarete più capaci di accogliere le domande e le sfide del contesto sociale e culturale. Infatti, la ricchezza della storia da cui provenite e la diffusa religiosità del vostro popolo non cancellano le numerose problematiche sociali, la crisi del lavoro, il fenomeno dell’emigrazione e tutte quelle forme si oppressione, di schiavitù e di ingiustizia che invocano una coscienza nuova e un impegno audace da parte di tutti. La formazione teologica contribuisce a generare un pensiero critico e profetico, rappresentando un investimento culturale per il futuro in grado di disinnescare le logiche della rassegnazione e dell’indifferenza.
Vi incoraggio a portare avanti questo progetto con entusiasmo, con determinazione e senza lasciarvi sedurre dalla tentazione di tornare indietro. Vi invito a sognare una comunità accademica in cui i candidati al ministero ordinato, i consacrati e le consacrate, i laici e le laiche si formano insieme e aiutano le Comunità cristiane a diventare segno del Vangelo e cantieri di speranza.
Grazie, carissimi, per il vostro impegno, per il vostro servizio generoso, per la pazienza e la
laboriosità con cui state costruendo questo mosaico di unità e di comunione: questo ci aiuta ad abitare il mondo tra fedeltà e creatività, tradizione e novità, unità e diversità, sempre in ascolto di quanto, anche oggi, lo Spirito del Signore vuole dire alle Chiese.
San Francesco di Paola e Maria Santissima Regina Apuliae vi custodiscano e intercedano per voi. Grazie!
Leone XIV
