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PdV (5), un giornale che narra storie vere

Francesca Pirrone, docente di Lettere, una delle penne della storia della nostra testata 

PdV (5), un giornale che narra storie vere

“L’ispirazione cattolica ha sempre guidato la mia vita e il mio lavoro: così come si prefissa da sempre la redazione di ‘Parola di Vita’, volevo e voglio anch’io essere vicina ai problemi delle persone e soprattutto dei miei ragazzi”. Francesca Pirrone è professoressa di italiano e latino presso il Liceo Classico Gioacchino da Fiore di Rende.

Tra le tante penne che hanno scritto la storia del nostro settimanale – che compie novantacinque primavere proprio nel 2020 – non ci si può dimenticare di lei: una voce giovane, vivace e “rosa”. “Ho cominciato a lavorare per il giornale negli anni Settanta, ai tempi in cui frequentavo il liceo classico. Nello stesso periodo ero anche la segretaria del Movimento Studenti”, racconta. Il suo legame con la vita della diocesi, però, ha radici ben più profonde: “Prima di unirmi al gruppo di “Parola di Vita” – continua – ero già iscritta all’Azione Cattolica: ne sono stata parte fin da quando ero una ‘beniamina’, cioè da quando avevo quattro o cinque anni». Dalle parole della professoressa Pirrone emergono forte spiritualità e impegno sociale: qualità che hanno animato la vita di redazione in quegli anni. “La mia esperienza giornalistica – spiega – è stata positiva e gratificante. Grazie a “Parola di Vita” è nata una squadra: abbiamo sempre lavorato bene e ci siamo sempre impegnati a sollecitare i nostri coetanei affinché sentissero l’esigenza e avessero la voglia di unirsi a noi”.

Questo non significa che la produzione del giornale non fosse faticosa e impegnativa. “Le riunioni – prosegue – si tenevano nella nostra sede nei pressi dell’Arcivescovile. Il nostro lavoro procedeva in perfetta sinergia per realizzare un giornale che parlasse alle persone, che narrasse storie e mettesse in evidenza le difficoltà da affrontare nella realtà quotidiana della diocesi”. La professoressa Pirrone continua a ricordare con affetto l’impegno profuso al servizio della sua comunità: “Eravamo molto attenti ai problemi del tempo: i nostri articoli avevano un focus prettamente sociale e si occupavano soprattutto di raccontare cosa stesse succedendo nel mondo della scuola. Negli anni Settanta tra i liceali c’era fermento: non era inusuale che si organizzassero scioperi, preceduti da riunioni per programmare queste manifestazioni nei minimi dettagli. Spesso su “Parola di Vita” si riportavano le ultime notizie in merito”. Da “informare” gli studenti a “insegnare” agli studenti: anche se sono passati quarant’anni dall’esperienza nella redazione del nostro settimanale diocesano, la professoressa Pirrone ha continuato a lavorare con le parole. Senza mai dimenticarsi di quel modo di essere giornalista appreso da adolescente.

“Negli scorsi anni – racconta – ho coordinato ‘Il Gioacchino’, il giornale della scuola nella quale insegno. Tenendo a mente quanto imparato durante la collaborazione con ‘Parola di Vita’, ho avuto più che mai l’impulso di far capire ai ragazzi quanto sia importante informare con senso di giustizia e in assoluta libertà”.

Giustizia e libertà che sono e devono essere i pilastri fondamentali di una testata diocesana che voglia tenere fede alla sua mission. “Un giornale cattolico – dice la professoressa Pirrone – deve innanzitutto spiegare, raccontare e diffondere il messaggio evangelico con forza. Io stessa mi ispiro alle parole di San Francesco di Assisi quando entro in classe, tanto che il Cantico delle Creature è uno dei primi libri che faccio leggere ai miei studenti”. E prosegue: “Ogni giornale che si propone di fare informazione diocesana non può prescindere dal divulgare un messaggio di umiltà, carità e vicinanza agli altri. Chi legge gli articoli di un giornalista cattolico deve accorgersi che i suoi problemi interessano anche alla Chiesa. In questo è fondamentale seguire la linea tracciata da papa Francesco, un papa che rispecchia il messaggio originario del Vangelo, che è lontano dalla mondanizzazione e fortemente spiritualizzato”.

Proprio per questo la professoressa Pirrone è felice di sapere che, oggi, sono tanti i giovani che si approcciano con entusiasmo alla vita di redazione di un giornale cattolico e che collaborano con spirito di iniziativa e con marcata attenzione a non propagare fake news. “Forse – riflette con ottimismo – siamo entrati in quella terza età profetizzata da Gioacchino da Fiore, quella dello Spirito Santo, durante la quale l’umanità vive in purezza e spiritualità”. E continua: “Se dovessi dare un consiglio a chi sceglie di lavorare per una testata diocesana, gli direi di impegnarsi, nei suoi articoli, a tratteggiare la realtà e i problemi che affliggono il mondo del sociale, ma da un punto di vista fortemente cattolico”.

Quando gli si dice che “Parola di Vita” ha appena spento novantacinque candeline, la professoressa Pirrone, è lieta di augurare buon compleanno al nostro settimanale. “Mi auguro– conclude – che l’attività di redazione possa continuare per altri novantacinque anni e sempre su questa linea cattolica. ‘Parola di Vita’ è un giornale meraviglioso”.

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