Territorio
Exodus – Casa Madre Elena Aiello, la carovana lungo la “Via del Giovane”
È partita da San Marco Argentano la Carovana educativa estiva dei ragazzi Exodus Sud- Comunità Educativa Specialistica “Casa Madre Elena Aiello”, che hanno iniziato il loro cammino lungo la “Via del Giovane”, sulle orme di San Francesco di Paola. Ad accompagnare i ragazzi in questa esperienza ci sono la responsabile della Comunità e gli educatori, compagni di strada chiamati a stare accanto ai giovani non per indicare semplicemente una direzione, ma per aiutarli a scoprire dentro di sé la forza necessaria per percorrerla. La Carovana è molto più di un viaggio: è una strada educativa nella quale ogni ragazzo porta con sé la propria storia, le proprie domande, le proprie fatiche e i propri sogni. Perché ogni persona è un cammino ancora aperto, una storia che può essere riscritta, un seme che ha bisogno di tempo, cura e fiducia per poter germogliare. La “Via del Giovane” diventa così una metafora della via: non esistono strade senza salite, né percorsi senza ostacoli, ma ogni difficoltà può diventare un passaggio attraverso cui crescere. Il passo dopo passo insegna ai ragazzi che non serve correre per arrivare lontano: ciò che conta è imparare a non fermarsi, anche quando la strada diventa più impegnativa. Lo zaino sulle spalle racconta il viaggio personale di ciascuno. Dentro ci sono ricordi, ferite, esperienze, paure e speranze. Il cammino offre la possibilità di aprire questo zaino, guardare ciò che contiene e scegliere cosa custodire e cosa lasciare lungo il sentiero. Perché crescere significa anche imparare a liberarsi dei pesi che impediscono di camminare con maggiore libertà. La Carovana insegna soprattutto che nessuno si salva da solo e nessuno cammina davvero da solo. Sul sentiero il più veloce impara ad aspettare, chi è in difficoltà trova una mano pronta ad aiutarlo, chi ha più energia la mette a disposizione del gruppo. È nella relazione che ciascuno scopre il proprio valore e comprende che la propria forza può diventare sostegno per qualcun altro. E lungo la strada c’è posto anche per il sorriso. Le risate, la leggerezza, i momenti di gioco e la gioia condivisa sono parte del percorso tanto quanto la fatica e il silenzio. Perché educare significa anche restituire ai ragazzi il gusto delle cose semplici, la bellezza di stare insieme e la possibilità di sentirsi parte di una famiglia in cammino. 1Ci sono poi i tempi del silenzio e del “deserto”, momenti nei quali la strada esterna aiuta ad ascoltare quella più profonda che ciascuno porta dentro. Fermarsi, ascoltarsi e dare un nome alle proprie emozioni permette ai ragazzi di incontrare parti di sé spesso nascoste e di aprirsi a nuove consapevolezze. La vita della Carovana diventa una piccola scuola di comunità: preparare insieme il necessario, condividere gli spazi, affrontare la stanchezza, aiutarsi nelle difficoltà e raccontarsi alla sera sono gesti semplici che educano alla responsabilità e alla cura dell’altro. Gli educatori camminano accanto ai ragazzi come chi accompagna una pianta nella sua crescita: non possono sostituirsi ad essa, né crescere al suo posto, ma possono offrire terreno buono, presenza, sostegno e fiducia affinché possa mettere radici e guardare verso il cielo. Seguire le orme di San Francesco di Paola significa incontrare una strada fatta di essenzialità, fraternità e attenzione all’altro. Un cammino che non attraversa soltanto paesaggi e territori, ma soprattutto il cuore delle persone, invitando ciascuno a riscoprire il valore della semplicità e della cura. La Carovana educativa avrà come tappa finale il Santuario di San Francesco di Paola, luogo di spiritualità e accoglienza, dove i ragazzi saranno accolti dai Frati Minimi e dal Correttore Provinciale, nonché nostro assistente spirituale, padre Antonio Bottino. Sarà un momento importante: una meta raggiunta, ma anche una nuova partenza. Perché ogni arrivo porta con sé una domanda sul futuro e ogni passo compiuto apre la possibilità di percorrere nuove strade. La Presidente di Exodus Sud, Deborah Granata, desidera rivolgere un sentito ringraziamento ai Frati Minimi per l’accoglienza, la disponibilità e la vicinanza dimostrate e, in modo particolare, a padre Antonio Bottino per l’accompagnamento spirituale, la presenza e l’attenzione con cui sostiene, da sempre, il cammino dei ragazzi. Questa Carovana è un tempo di semina: semi di fiducia, responsabilità, amicizia e speranza. Semi affidati alla cura educativa quotidiana, perché ogni ragazzo possa scoprire che la propria storia non è una strada già scritta, ma un sentiero ancora da percorrere. 2Un passo dopo l’altro, insieme. 3
