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BCE: dalle tensioni in medio oriente rischi per la crescita
I rischi per la stabilità finanziaria nell’Ue sono rimasti elevati per tutto il 2025 e fino all’inizio del 2026, ma il sistema finanziario nel suo complesso ha dimostrato resilienza. È quanto si legge nel rapporto 2025 dell’European Systemic Risk Board della Banca centrale europea. Nel periodo in esame, spiegano gli esperti di Francoforte, il quadro della stabilità finanziaria nell’Ue è stato influenzato da un “contesto esterno caratterizzato da forte incertezza, con attriti commerciali e tensioni geopolitiche che hanno gravato sui mercati finanziari e sull’economia”. Sebbene la risoluzione di alcune controversie commerciali e la conclusione di nuovi accordi commerciali abbiano contribuito ad attenuare l’incertezza sulle politiche nella seconda metà del 2025, “la ripresa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente all’inizio del 2026 ha accentuato i rischi di ribasso per la crescita economica”. “Nonostante le condizioni avverse a livello globale, la situazione finanziaria ed economica nell’Ue è rimasta nel complesso piuttosto solida – si legge nel rapporto – Ciò ha sostenuto i bilanci di famiglie e imprese a livello aggregato e ha comportato perdite su crediti contenute per un sistema bancario ben capitalizzato e redditizio. Gli intermediari finanziari non bancari sono stati in grado di assorbire la volatilità dei mercati e le principali infrastrutture finanziarie hanno continuato a operare regolarmente, anche a fronte di rischi informatici e geopolitici accresciuti. Tuttavia, se da un lato tale resilienza del sistema finanziario evidenzia i vantaggi dei quadri normativi rafforzati dopo la crisi, resta fondamentale monitorare attentamente le esposizioni concentrate (ad esempio verso settori, classi di attività e mercati di finanziamento specifici), i rischi di mercato e di liquidità, nonché la possibilità di improvvise variazioni della propensione al rischio”. Guardando al futuro, “diversi scenari avversi potrebbero mettere a dura prova la stabilità finanziaria, amplificando le vulnerabilità esistenti” spiega il comitato, sottolineando che “l’intensificarsi dei conflitti in Medio Oriente o il deterioramento del clima di rischio globale potrebbero innescare correzioni di mercato brusche e disordinate, trasmettendosi all’economia reale attraverso un indebolimento della fiducia e un aumento dei costi di finanziamento”. Le pressioni derivanti dall’aumento dei prezzi delle materie prime e dalla crescente frammentazione delle catene di approvvigionamento, verso la fine del periodo in esame, hanno nuovamente evidenziato la vulnerabilità del sistema finanziario agli shock globali e il rischio di brusche revisioni dei prezzi sui mercati finanziari e delle aspettative di inflazione. Le istituzioni finanziarie potrebbero trovarsi ad affrontare maggiori vincoli di finanziamento e di liquidità, in parte a causa di ulteriori potenziali adeguamenti dei tassi di interesse, oltre che di effetti di ricaduta transfrontalieri e settoriali. “Parallelamente – rilevano da Francoforte – prospettive di crescita contenute a medio termine, livelli elevati di debito pubblico in alcuni Stati membri dell’Ue e l’aumento della spesa per la sicurezza stanno riducendo lo spazio di manovra fiscale e alimentando le preoccupazioni sulla sostenibilità del debito”.
Fonte: 9Colonne
