Diocesi
Diocesi: Rendiconto Esercizio 2025
Come ogni anno, nell’ambito dell’impegno di trasparenza, pubblichiamo e presentiamo la rendicontazione delle erogazioni relative alle somme attribuite dalla CEI Fondi 8X1000 (Ex art. 47 Legge 222/1985) accreditate in data 03/08/2025 a favore dell’Arcidiocesi di Cosenza Bisignano sui conti correnti ad esse dedicati e la sintesi della relazione presentata in maniera più ampia agli organi competenti. Il rendiconto dell’8xmille racconta molto più di un bilancio economico: racconta la vita di una Chiesa che celebra, educa, accompagna e si prende cura. Ne parliamo con l’economo diocesano, don Pompeo Rizzo.
Don Pompeo, quando si leggono i numeri del rendiconto dell’8xmille si rischia di vedere soltanto cifre. Cosa raccontano invece questi dati?
Il rendiconto è certamente un documento contabile, ma prima ancora è il racconto concreto della missione della Chiesa.
Dietro ogni euro ci sono volti, famiglie, sacerdoti, giovani, anziani, luoghi di culto e comunità che vivono il Vangelo ogni giorno. L’8xmille non finanzia semplicemente delle spese: rende possibile una presenza capillare della Chiesa sul territorio, spesso là dove nessun altro arriva.
Partiamo dalle esigenze di culto e pastorale. Come sono state impiegate le risorse?
Nel 2025 la Diocesi ha destinato 864.096 euro alle esigenze di culto e pastorale.
La parte più consistente riguarda la cura delle anime, con oltre 557 mila euro, destinati alla vita pastorale delle parrocchie, alla formazione teologica, al Tribunale ecclesiastico e ai mezzi di comunicazione sociale.
Significa sostenere la formazione dei catechisti, degli operatori pastorali, accompagnare le famiglie, offrire strumenti di comunicazione che permettono alla Chiesa di raggiungere le persone anche attraverso i media.
Una quota importante riguarda anche il patrimonio ecclesiastico.
Sì, oltre 233 mila euro sono stati destinati alla manutenzione degli edifici di culto e quasi 64 mila euro alla tutela dei beni culturali ecclesiastici.
Non si tratta semplicemente di restaurare muri o tetti. Le nostre chiese custodiscono la fede di intere generazioni e rappresentano luoghi di incontro, di preghiera e di identità per le comunità. Conservare questo patrimonio significa preservare una memoria viva che continua a parlare anche alle nuove generazioni.
La seconda grande area è quella della Carità. Qual è il messaggio che emerge?
È probabilmente l’aspetto che rende più evidente il volto della Chiesa. Nel 2025 sono stati destinati agli interventi caritativi 918.248 euro.
Parliamo di aiuti diretti alle persone in difficoltà, sostegno alle famiglie, ai senza dimora, agli anziani, agli immigrati, alle vittime dell’usura, delle dipendenze, della tratta e a tante altre situazioni di fragilità.
Ogni contributo rappresenta una storia concreta di vicinanza e di speranza.
Quali interventi hanno avuto maggiore rilievo?
Tra gli interventi più significativi troviamo gli aiuti diretti alle persone bisognose, pari a quasi 169 mila euro, gli aiuti programmati a favore di persone in difficoltà per oltre 112 mila euro e, soprattutto, le opere caritative diocesane, che superano i 469 mila euro.
Sono risorse che raggiungono famiglie in grave disagio economico, persone senza fissa dimora, immigrati, anziani, minori e categorie particolarmente vulnerabili. Non si tratta solo di assistenza economica, ma di percorsi di accompagnamento e di promozione della dignità della persona.
Anche le parrocchie hanno un ruolo importante.
Assolutamente sì. Le opere caritative parrocchiali hanno ricevuto oltre 114 mila euro, mentre altri Enti ecclesiastici hanno beneficiato di 53 mila euro.
Questo dimostra come la solidarietà sia diffusa sul territorio. La parrocchia conosce i bisogni, intercetta situazioni che spesso rimangono invisibili e riesce ad intervenire con tempestività.
Quanto è importante la trasparenza nella gestione dell’8xmille?
È fondamentale. Ogni euro ricevuto viene rendicontato con precisione secondo le norme della Conferenza Episcopale Italiana. Il rendiconto viene verificato dal Consiglio Diocesano per gli Affari Economici e pubblicato ufficialmente.
È un dovere verso chi firma per l’8xmille e verso tutta la comunità ecclesiale.
Che messaggio desidera rivolgere a chi sceglie di destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica?
Vorrei dire semplicemente grazie. Ogni firma è un gesto di fiducia che si trasforma in opere concrete. Chi firma forse non incontrerà mai personalmente il giovane che frequenta un percorso formativo, la famiglia che riceve un aiuto, il sacerdote sostenuto nel suo ministero o la persona senza dimora che ritrova dignità. Attraverso quella scelta, diventa parte di tutte queste storie.
L’8xmille è molto più di una firma sulla dichiarazione dei redditi: è una rete di solidarietà che permette alla Chiesa di continuare a essere accanto alle persone, custodire il patrimonio spirituale e culturale del territorio e alimentare ogni giorno la speranza delle nostre comunità.
