Attualità
Eurobarometro: gli europei chiedono un’azione più incisiva per la sicurezza online dei minori
Due terzi dei cittadini si informa attraverso i social. Chiesto un maggiore investimento in energie rinnovabili
Protezione dei minori online, maggiore partecipazione democratica, capacità di difesa, transizione verso l’energia pulita: sono alcune delle preoccupazioni che emergono da un nuovo sondaggio di Eurobarometro, realizzato su richiesta della Commissione Ue e diffuso oggi. Il sondaggio è stato condotto online dal 19 al 24 giugno 2026. Complessivamente sono stati intervistati 25.904 cittadini dell’Ue in tutti i 27 Stati membri. L’indagine riferisce che “la grande maggioranza degli europei vuole che l’Ue faccia di più per proteggere i minori dai rischi online”. Gli europei “sono estremamente preoccupati per tutti i rischi che i bambini devono affrontare sui social media”. Il cyberbullismo e le molestie sono in cima alla lista delle preoccupazioni, toccando il 71% degli intervistati, seguiti da vicino dai timori di adescamento online e sfruttamento sessuale (70%), dall’esposizione a contenuti dannosi come la violenza, l’autolesionismo o l’estremismo (69%) e dall’uso improprio dei dati personali dei bambini (69%). Maggioranze significative indicano anche il rischio che i bambini siano reclutati per attività illegali (64%) ed esposti alla progettazione di piattaforme che creano dipendenza (60%). “Quasi due europei su tre (63%) desiderano norme dell’Ue che limitino l’accesso dei minori ai social media in base all’età, sia attraverso un divieto assoluto al di sotto di una determinata soglia (36%) che un accesso ritardato (27%). Il 13 % preferisce lasciare il controllo ai genitori e alle scuole senza un ulteriore intervento dell’Ue”.
L’indagine Eurobarometro diffusa oggi rileva che oltre la metà degli intervistati (56%) ritiene che lo sviluppo di “una maggiore capacità di energia rinnovabile possa aiutare l’Ue ad abbandonare i combustibili fossili”, mentre due intervistati su cinque indicano come necessarie misure di efficienza energetica. Il 32% vede anche l’energia nucleare come una potenziale soluzione. Per quanto riguarda le misure concrete adottate dai cittadini a seguito dell’aumento dei prezzi dell’energia, quasi un rispondente su tre (31%) ha ridotto il proprio consumo complessivo di energia elettrica, mentre più di uno su quattro (27%) ha iniziato a monitorare più da vicino il proprio consumo di energia o ha ridotto il proprio uso di riscaldamento o raffrescamento (26%). L’elenco delle misure è completato adeguando il consumo di energia ai diversi momenti della giornata per beneficiare di prezzi più bassi (20%), investendo in apparecchi più efficienti dal punto di vista energetico (16%), confrontando o modificando il proprio fornitore o contratto di energia (14%) e installando o prendendo in considerazione l’installazione di soluzioni di energia rinnovabile (14%).
Sono diversi i temi su cui Eurobarometro ha interrogato il campione di cittadini Ue. Ad esempio, dall’ultimo sondaggio, pubblicato oggi, emerge che due terzi degli europei (66%) utilizzano i social media ogni giorno per ottenere informazioni su temi di attualità o di politica. In tale contesto, “gli europei indicano come priorità assolute contrastare le informazioni false o fuorvianti sanzioni più severe per i contenuti online illegali (44%) e norme più rigorose per le piattaforme (40%), seguite da un’etichettatura chiara dei contenuti generati o manipolati dall’Ia (38%), da una soglia di età minima per l’accesso ai social media (37%) e da maggiori investimenti nell’alfabetizzazione mediatica e nella verifica indipendente dei fatti (29%)”.
D’altro canto “gli europei si sentono anche attaccati agli elementi chiave della democrazia”. Secondo i risultati del nuovo sondaggio, la libertà di parola e di espressione (34%), elezioni libere ed eque (32%) e il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali (31%) sono i principali elementi europei di una società democratica. “Tra i pilastri fondamentali figurano anche la lotta alla corruzione (28%), la trasparenza e la responsabilità dei leader politici insieme a un sistema giudiziario indipendente (26%) e la partecipazione dei cittadini al dibattito pubblico e al processo decisionale (22%)”. Una maggioranza degli europei (68%) concorda sul fatto che l’Ue “dovrebbe rafforzare la sua capacità di difendersi autonomamente da potenziali minacce esterne”.
Fonte: Sir
