Mattarella: il disastro di Seveso fu una svolta nelle coscienze

Il disastro dell’Icmesa di Seveso “fu un evento tra i più drammatici che il nostro Paese si sia trovato ad affrontare e ancora oggi i suoi effetti inquinanti lo fanno considerare uno degli eventi più gravi a livello globale”. Ma fu anche “un punto svolta nella coscienza europea e italiana nella cultura della sicurezza e della prevenzione”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia per il 50° anniversario dell’incidente, al Bosco delle Querce di Seveso. Mattarella ha dunque ricordato come “l’emergenza impresse una doverosa e significativa accelerazione” con “norme successivamente elaborate su scala continentale” che “ebbero valore storico, perché si fondarono sulla tutela della vita delle persone e dell’ambiente”. “La tragedia dell’Icmesa – ha proseguito il Capo dello Stato – divenne triste paradigma di ciò che non si deve fare”, dando il via “a norme stringenti”, a partire dalle Direttive europee “Seveso”, del 1982, 2005 e 2012, che “contengono norme a garanzia della sicurezza” oltre a “previsioni di piani emergenza e coordinamento tra Stati”.  Oggi il progresso tecnologico “deve essere a servizio dell’uomo e delle comunità”, ha aggiunto Mattarella, sottolineando che “qualsiasi opinione che immagini possibile pianificare cinicamente uno scambio tra costi umani e vantaggi economici va respinta con fermezza”. Nel ricordare la tragedia, Mattarella ha parlato dell’“intollerabile irresponsabilità dei vertici aziendali” e dell’“imperdonabile ritardo” con il quale vennero comunicate informazioni importanti. E ha citato “quanti subirono le conseguenze umanamente più pesanti: chi perse la vita in seguito a malattie causate o aggravate dall’esposizione prolungata alla diossina, i familiari che convissero con patimenti dei propri cari, i quasi 200 bambini colpiti da una seria patologia della pelle, le donne che si trovarono improvvisamente con la propria gravidanza a rischio di malformazione”. E poi “i danni causati dall’allontanamento dalla casa, dal terreno, dalla morte degli animali allevati”. “Accanto a quelle vicende – ha detto Mattarella – è giusto ricordare le donne e gli uomini della solidarietà. Chi presto subito soccorso le popolazioni colpite, a partire dai Vigli del fuoco, chi aiutò nell’evacuazione da case e aziende, chi provvide ai controlli. Medici e operatori sanitari che nell’emergenza si prestarono con coraggio alla cura dei tanti che si trovavano nel bisogno e nel pericolo, mostrando, in circostanze incerte, un impegno ben oltre i doveri della professionalità”. In particolare, Mattarella ha poi citato “l’opera preziosa svolta dall’ospedale di Desio” e la figura di Carlo Galante, al quale la Repubblica ha conferito la medaglia d’argento al valor civile: “Con una semplice maschera sul viso riuscì ad azionare la valvola del raffreddamento, riducendo il danno che altrimenti sarebbe stato di gran lunga più devastante”. Un’azione che il Capo dello Stato ha definito di “puro eroismo”.

Fonte: 9Colonne