Senza categoria
Venezuela, Save the Children: famiglie sfollate a rischio d’infezione
Centinaia di persone sfollate a causa dei devastanti terremoti in Venezuela condividono servizi igienici estremamente limitati in accampamenti di fortuna, mentre altre tornano nelle case danneggiate per usare i bagni, nonostante il timore che gli edifici possano crollare. Lo dichiara Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Le migliaia di persone che vivono da ormai 12 giorni nelle tende, infatti, non hanno accesso regolare ad acqua potabile sicura, acqua corrente e servizi igienici, con il conseguente rischio di infezioni cutanee, diarrea e malattie gastrointestinali. In queste situazioni, i bambini sono sempre i soggetti più vulnerabili. Donne e ragazze sono costrette a gestire il ciclo mestruale senza privacy, acqua pulita e prodotti per l’igiene. In alcuni insediamenti informali sono disponibili solo uno o due servizi igienici preesistenti, alcuni dei quali danneggiati dal terremoto, condivisi tra centinaia di sfollati. Molte persone sono costrette a defecare e urinare all’aperto, anche in luoghi frequentati dai bambini. inoltre, i continui temporali e le alte temperature diurne rischiano di aggravare la diffusione delle infezioni.
Gabriela, 31 anni, è una dottoressa che lavora con Paluz, un partner locale di Save the Children che gestisce cliniche mobili per le persone colpite dal terremoto. “Le persone defecano all’aperto, nei boschi, dietro le macerie o direttamente in mare, il che significa che l’acqua in cui si lavano è contaminata. Questo può causare malattie della pelle e irritazioni agli occhi” ha raccontato Gabriela. Isabel, 44 anni, di Caracas, è stata sfollata con il marito e i tre figli e ora vive in una tenda di fronte all’edificio in cui la famiglia viveva. Il figlio maggiore, David di 9 anni, soffriva già di un problema renale. Le condizioni di David sono peggiorate a causa della mancanza di servizi igienici e delle scarse condizioni sanitarie nel campo dove vivono, dopo che la famiglia ha dovuto lasciare la propria casa. È stato curato presso la clinica mobile di Paluz, supportata da Save the Children. “Nella maggior parte dei casi bisogna aspettare che qualcun altro vada in bagno prima di poterlo fare anche tu”, ha detto Isabel. “Avere dei bagni mobili in questo momento è la priorità, perché i servizi igienici sono un grosso problema”. Negli accampamenti manca un approvvigionamento regolare di acqua potabile e le famiglie sono costrette ad acquistare acqua in bottiglia o a dipendere dalle donazioni, razionando l’acqua per timore che finisca. “Al momento viene distribuita acqua in bottiglia, ma non appena scorte si esauriranno, le persone ricorreranno a qualsiasi fonte d’acqua disponibile e non sappiamo se sia filtrata, clorata o bollita.” ha raccontato Gabriela. Alcune famiglie a La Guaira, la zona più colpita dal terremoto, raccolgono acqua di fiume non trattata per bere, cucinare e lavarsi, esponendosi al rischio di infezioni gastrointestinali.
“Con il passare dei giorni dai terremoti in Venezuela, il tributo che questa catastrofe sta imponendo ai bambini continua ad aggravarsi. Migliaia di loro sono costretti a trovare riparo all’aperto, senza un accesso regolare ad acqua potabile, servizi igienici e docce, una situazione che li espone a un crescente rischio di nuove emergenze sanitarie. Donne e ragazze sono costrette a gestire il ciclo mestruale senza privacy, acqua pulita e prodotti igienico-sanitari, una condizione estremamente stressante. Le persone nelle zone colpite dal terremoto hanno urgente bisogno di acqua potabile sicura, bagni e assistenza sanitaria mobile in caso di malattie.” ha dichiarato Fatima Andraca, direttrice di Save the Children in Venezuela. Sono oltre 3.340 le persone che hanno perso la vita a seguito dei due terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 che hanno colpito il Venezuela il 24 giugno. Secondo le Nazioni Unite, circa 680.000 bambini sono stati colpiti dal disastro. Le scosse hanno inoltre danneggiato i sistemi di gestione dei rifiuti e le condotte idriche.
Save the Children è presente in Venezuela e opera insieme alle autorità e ai partner locali. L’Organizzazione sta distribuendo kit per l’igiene e beni di prima necessità, garantendo assistenza sanitaria di base attraverso cliniche mobili e gestendo spazi sicuri in cui i bambini possono ricevere supporto per la salute mentale. Inoltre, fornirà acqua potabile e servizi di protezione dell’infanzia coordinati con le principali organizzazioni e istituzioni coinvolte nella risposta all’emergenza. Save the Children è un’Organizzazione indipendente e imparziale per la tutela dei diritti dell’infanzia, impegnata a rispondere ai bisogni umanitari più urgenti di bambini e famiglie in Venezuela. Opera nel Paese dal 2018 e, con il progressivo aggravarsi della crisi umanitaria negli ultimi anni, ha ampliato il proprio intervento attraverso una rete di partner locali per raggiungere un numero sempre maggiore di minori in difficoltà. Oggi realizza programmi su salute, nutrizione, istruzione, protezione dell’infanzia, assistenza abitativa, rifornimento di acqua, servizi igienico-sanitari e igiene (WASH), oltre a interventi per la sicurezza alimentare e il sostegno ai mezzi di sussistenza.
Fonte: 9Colonne
