Kiev, nella notte una strage di civili

Si delinea di ora in ora, mentre i soccorritori continuano a scavare tra le macerie, la reale e drammatica portata dell’offensiva aerea che ha colpito l’Ucraina nelle ultime ore. Le cancellerie europee e i media internazionali — da Kiev a Parigi, da Londra a Berlino — convergono nel definire l’assalto della scorsa notte come uno snodo brutale del conflitto, confermato nei numeri e nelle rivendicazioni da entrambi gli schieramenti.

KIEV PROCLAMA IL LUTTO NAZIONALE PER IL PIÙ GRAVE ATTACCO DAL 2022. La capitale ucraina si è svegliata oggi sotto shock. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha dichiarato ufficialmente che la città ha subito il più violento e distruttivo bombardamento russo dall’inizio dell’invasione su vasta scala nel 2022. “Domani, 3 luglio, è stato dichiarato giorno di lutto nazionale a Kiev, in memoria delle vittime del più grave attacco nemico contro la capitale”, ha annunciato Klitschko sui suoi canali social. Il bilancio delle vittime nella sola capitale, purtroppo ancora provvisorio, parla al momento di 17 morti e 86 feriti. Secondo i dati ufficiali diffusi dallo Stato Maggiore ucraino, l’ondata d’urto russa ha investito l’intero Paese con cifre senza precedenti: lo spazio aereo è stato violato da almeno 74 missili e ben 496 droni d’attacco. La contraerea di Kiev è riuscita a neutralizzare la maggior parte della minaccia, abbattendo 48 missili e 476 droni. Tuttavia, lo scudo difensivo non ha potuto evitare l’impatto di 25 missili balistici e 12 droni, che hanno centrato in pieno 33 diversi siti sul territorio nazionale, a cui si aggiungono i danni catastrofici causati dalla caduta dei detriti in altre 18 località.

LA RIVENDICAZIONE DI MOSCA E LA DURA REPLICA UCRAINA. Non si è fatta attendere la presa di posizione del Ministero della Difesa russo, che in mattinata ha confermato la paternità dell’operazione, definendola un “attacco massiccio”. Secondo la versione del Cremlino, i raid hanno preso di mira specificamente le aziende dell’industria militare, i siti energetici e le infrastrutture aeroportuali delle regioni di Kiev, Dnipropetrovsk, Poltava, Cherkasy e Chernihiv. Mosca ha apertamente giustificato l’azione militare definendola una “risposta agli attacchi terroristici del regime di Kiev contro le infrastrutture civili” russe, dando atto a una retorica di reazione e ritorsione che la diplomazia ucraina respinge con fermezza, richiamando le dure parole già espresse dal ministro degli Esteri Andrii Sybiha, il quale aveva definito “immorale” questo genere di narrazione da parte russa: “Non si dovrebbe equiparare un aggressore a un Paese che si difende da un’aggressione. Non si dovrebbero giustificare atrocità che non possono essere giustificate”, ha affermato.

DRONI DI KIEV IN PROFONDITÀ: COLPITA LA RAFFINERIA LUKOIL A NIZHNY NOVGOROD. La risposta militare ucraina non si è comunque limitata alla difesa dei propri cieli. Nella stessa notte, le forze di Kiev hanno condotto un’operazione a lungo raggio nel cuore del territorio russo. Il quartier generale dell’esercito ucraino ha confermato il bombardamento della raffineria di petrolio “Lukoil-Nizhegorodnefteorgsintez” a Kstovo, nella regione di Nizhny Novgorod, situata ad oltre 400 chilometri a est di Mosca. I comandi militari hanno riferito di un impatto diretto sul sito, seguito da un vasto incendio all’interno del perimetro aziendale. L’analisi OSINT condotta dal media indipendente russo Astra sulle fotografie del rogo ha confermato la precisione del colpo, evidenziando come l’impianto fosse già stato preso di mira e danneggiato dagli ucraini nei mesi di aprile e maggio. I contrattacchi di Kiev hanno causato vittime anche sul suolo russo: le autorità locali hanno confermato la morte di un civile nella regione di Belgorod, a ridosso del confine, e di un altro uomo nella stessa regione di Nizhny Novgorod. Parallelamente, l’esercito ucraino ha rivendicato una serie di raid mirati contro i centri logistici russi nei territori occupati, distruggendo un deposito di droni nella regione di Zaporizhzhia, un ponte strategico nel Lugansk e un posto di comando e osservazione nel distretto di Kharkiv. 

Fonte: 9Colonne