Leone XIV ai migranti di Tenerife, “l’amore di Dio non conosce confini”

“Offrire il tesoro di umanità, di sogni e di cultura che avete portato in queste isole, e ad essere aperti a ricevere ciò che vi viene dato”, le parole del Pontefice, che dopo il discorso ha preso in braccio alcuni bambini e visitato una tenda dove sono ricoverati i migranti

“Al di là del nostro luogo di provenienza, l’amore di Dio non conosce confini, non fa distinzioni, si dona a tutti e ci raccoglie nell’unità”. Lo ha detto il Papa, incontrando alcune centinaia di migranti, con le loro testimonianze, al Centro di accoglienza Las Raíces di Santa Cruz di Tenerife, primo appuntamento pubblico dell’ultima giornata del viaggio apostolico in Spagna. “Vedendo i vostri volti e ascoltando le vostre testimonianze, penso ai vostri cuori, feriti da tante difficoltà ma anche consolati dall’amore ricevuto grazie ad altri cuori aperti, generosi e misericordiosi”, ha detto Leone XIV, che ha citato san Fratel Pietro e san Giuseppe de Anchieta, partiti dalle Isole Canarie “per annunciare il Vangelo in America, aprendo nuovi orizzonti missionari”. “Anche loro furono migranti che si diressero verso l’ignoto, portando come principali beni la fede, la speranza e la carità”, ha osservato il Pontefice nel suo discorso in francese, lingua di provenienza della maggior parte dei migranti: “In quelle terre sconosciute, i santi migranti e missionari seppero dare ciò che avevano e allo stesso tempo accogliere ciò di nuovo che veniva offerto loro”.

“Offrire il tesoro di umanità, di sogni e di cultura che avete portato in queste isole, e ad essere aperti a ricevere ciò che vi viene dato”. Per Leone XIV, “dobbiamo vivere questo scambio con responsabilità, pensando al futuro delle generazioni future, alle quali vogliamo tramandare il patrimonio di una civiltà dell’amore, dove le migrazioni hanno una parola importante da dire, perché possono diventare un’occasione di incontro e di arricchimento reciproco tra popoli”, l’invito sulla scorta della Magnifica humanitas.

“Tutti – in qualche modo – siamo migranti, tutti siamo pellegrini in cammino verso la patria celeste”. “Aiutiamoci a fare di questo viaggio un evento più umano per tutti, offrendo ciò che è alla portata di ciascuno”, l’esortazione di Leone XIV, che ha ringraziato “per la collaborazione da parte del Governo, delle diverse istituzioni e di tanti uomini e donne di buona volontà, che rendono possibile questo concreto aiuto umanitario, che restituisce speranza e dignità a tante persone”. “Al mio Predecessore, il caro Papa Francesco, che desiderava tanto poter essere con voi, piaceva usare l’immagine delle radici per indicare la necessità di non dimenticare le origini, di rimanere uniti e di confidare nel Signore”, ha ricordato il Papa riferendosi al nome del centro di accoglienza: “Quest’immagine delle radici vi aiuti a rimanere saldamente radicati nel Signore, affinché nessuna tempesta possa allontanarvi dalla sua presenza, che fortifica e dà vita. Cari amici, vi porto nel cuore e vi ricordo nelle mie preghiere”.

Al termine del suo breve discorso, Leone XIV si è accostato ai migranti, stringendo mani e regalando sorrisi e breve dialogo con i presenti. Ha preso in braccio alcuni bambini. Successivamente, si è recato in una tenda, dove ha stretto la mano ad alcuni migranti.

foto è uno screenshot dalla diretta di Vatican news