Attualità
Caldo, a soffrire sono anche i bambini
Nelle aree urbane il fenomeno delle isole di calore aumenta il rischio di disidratazione e aggrava molte patologie tipiche dell’estate. D’estate in città si creano delle vere e proprie “isole” di calore urbano, dovute prevalentemente alla massiccia presenza di asfalto, edifici e superfici impermeabili, oltre che alla scarsa presenza di alberi e aree verdi. Un fenomeno che assume un peso crescente anche perché, rispetto al passato, molte famiglie trascorrono periodi di vacanza più brevi e i bambini restano più a lungo nei centri abitati durante i mesi estivi, aumentando l’esposizione alle alte temperature. In questi giorni i pronto soccorso pediatrici stanno registrando un incremento degli accessi stimabile tra il 5 e il 10%, direttamente o indirettamente correlato alle elevate temperature. Le problematiche più frequentemente osservate sono disidratazione, malori legati all’esposizione al sole, lipotimie (svenimenti), febbre, vomito, peggioramento di patologie respiratorie e gastrointestinali e, nei casi più gravi, veri e propri colpi di calore. I bambini, soprattutto i lattanti e i più piccoli, rappresentano una popolazione particolarmente vulnerabile, poiché hanno una minore capacità di regolare la temperatura corporea e vanno incontro più rapidamente alla perdita di liquidi. La Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica (Simeup) richiama pertanto l’attenzione delle famiglie sull’importanza della prevenzione e lancia un vademecum con cinque semplici regole per affrontare in sicurezza queste giornate di caldo estremo. “Rivolgiamo un appello alle famiglie: non sottovalutiamo il caldo, prestiamo attenzione ai segnali di allarme e adottiamo tutte le misure necessarie per proteggere i nostri bambini durante queste giornate eccezionali” afferma il presidente della Simeup, Vincenzo Tipo. Ecco le cinque regole d’oro per proteggere i bambini dal caldo: 1. Idratare frequentemente i bambini. Offrire acqua più volte al giorno, anche in assenza di sete. Nei lattanti è opportuno aumentare la frequenza delle poppate. 2. Evitare l’esposizione nelle ore più calde. Limitare le attività all’aperto tra le 11 e le 18 ed evitare attività sportive intense. 3. Utilizzare un abbigliamento adeguato. Preferire indumenti leggeri e di colore chiaro, utilizzando cappellino e protezione solare durante le uscite. 4. Mantenere freschi gli ambienti domestici. Arieggiare le stanze nelle ore più fresche e utilizzare ventilatori o climatizzatori evitando sbalzi di temperatura eccessivi. 5. Non lasciare mai un bambino da solo in automobile. Anche per pochi minuti, l’abitacolo di un’auto può raggiungere temperature estremamente pericolose, con conseguenze potenzialmente fatali. I segnali di allarme da non sottovalutare. I genitori devono prestare particolare attenzione ai primi segni di disidratazione: sete intensa o rifiuto di bere; bocca e labbra secche; riduzione della quantità di urine o pannolino asciutto per molte ore; urine molto concentrate; pianto senza lacrime; debolezza, irritabilità o sonnolenza insolita; mal di testa, vertigini o capogiri. In questi casi è consigliabile portare il bambino in un ambiente fresco, farlo riposare e somministrare piccoli e frequenti sorsi d’acqua o soluzioni reidratanti orali. Ancora maggiore attenzione deve essere posta ai segni che possono indicare un colpo di calore, una vera emergenza medica: temperatura corporea elevata, spesso superiore a 39-40°C; pelle molto calda e arrossata; vomito persistente; respiro accelerato; alterazione del comportamento, confusione o difficoltà a rispondere; marcata sonnolenza; perdita di coscienza o convulsioni. In presenza di questi sintomi è necessario portare immediatamente il bambino in un luogo fresco, rimuovere gli indumenti in eccesso, iniziare il raffreddamento con panni bagnati e contattare tempestivamente il 118 o recarsi al Pronto Soccorso. Particolare attenzione deve essere riservata ai bambini più fragili, come i lattanti, i bambini con patologie croniche, neurologiche o cardiopolmonari, i bambini con disabilità e quelli in terapia con farmaci che possono interferire con la regolazione della temperatura corporea.
Al Pronto Soccorso dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma circa 1 accesso estivo su 4 è direttamente o indirettamente correlato alle elevate temperature, che favoriscono soprattutto la comparsa e il peggioramento della disidratazione nei bambini. “I bambini non sono piccoli adulti: il loro organismo ha una capacità ancora immatura di regolare la temperatura corporea e questo li rende particolarmente vulnerabili alle ondate di calore, soprattutto nei primi anni di vita e in presenza di patologie croniche o condizioni di fragilità. Per questo la prevenzione e il riconoscimento precoce dei segnali di disidratazione sono fondamentali”, sottolinea Alberto Villani, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria Generale, Malattie Infettive e DEA di II livello dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. L’isola di calore è un fenomeno microclimatico per cui le città registrano temperature superiori rispetto alle aree rurali o costiere circostanti. La sostituzione della vegetazione con asfalto, cemento e altre superfici impermeabili, insieme alla presenza di edifici che limitano la ventilazione e al calore prodotto dal traffico e dagli impianti di climatizzazione, favorisce l’accumulo di energia durante il giorno e il suo lento rilascio nelle ore serali. Gli effetti delle isole di calore urbano si sommano a quelli del cambiamento climatico: l’aumento delle temperature globali rende infatti sempre più frequenti e intense le ondate di calore, accentuando il surriscaldamento delle città e i rischi per la salute. Nelle giornate estive l’asfalto esposto al sole può raggiungere temperature comprese tra 60 e 80 °C, contribuendo ad aumentare il disagio termico e i rischi per la salute delle persone più fragili, a partire dai bambini. Durante l’estate circa il 25% degli accessi al Pronto Soccorso del Bambino Gesù di Roma è riconducibile, direttamente o indirettamente, agli effetti del caldo. Nel 5% dei casi si tratta di problematiche strettamente legate alle alte temperature, come colpi di calore, sincopi e disidratazione. Il restante 20% comprende invece bambini che arrivano in ospedale per patologie come vomito, diarrea o febbre, condizioni che, in presenza di temperature elevate, determinano una perdita di liquidi più rapida e grave, ma anche pazienti affetti da malattie croniche o particolarmente fragili – come cardiopatici, diabetici, pazienti oncologici o con altre patologie complesse – nei quali il caldo intenso può aggravare il quadro clinico e aumentare il rischio di complicanze, rendendo necessario il ricorso alle cure ospedaliere. I bambini sono più vulnerabili degli adulti perché il loro organismo ha una capacità ancora immatura di regolare la temperatura corporea e una minore efficienza nella dispersione del calore.
Nei lattanti e nei più piccoli le riserve idriche si esauriscono inoltre più rapidamente, aumentando il rischio di disidratazione. Per ridurre il rischio di colpi di calore e disidratazione, gli specialisti del Bambino Gesù raccomandano dieci semplici regole da seguire durante tutta l’estate, soprattutto quando si vive o si trascorrono molte ore in città: offrire spesso acqua ai bambini, anche se non manifestano sete, aumentando l’apporto di liquidi nelle giornate più calde; evitare l’esposizione al sole e l’attività fisica nelle ore più calde, indicativamente tra le 11 e le 17, preferendo luoghi ombreggiati e ben ventilati; vestirli con abiti leggeri, chiari e traspiranti, preferibilmente in cotone o lino; mantenere gli ambienti freschi e ben ventilati, usando ventilatori o condizionatori ed evitando bruschi sbalzi di temperatura; preferire pasti leggeri e un’alimentazione ricca di frutta e verdura, utili per reintegrare liquidi e sali minerali; proteggere capo e pelle con cappellino, zone d’ombra e creme solari ad alta protezione; prestare particolare attenzione ai lattanti e ai bambini con malattie croniche, che sono più vulnerabili agli effetti del caldo. Nei neonati è importante controllare che i pannolini vengano bagnati regolarmente, perché una riduzione della diuresi può essere il primo segnale di disidratazione; riconoscere precocemente i campanelli d’allarme, come bocca asciutta, urine scarse e concentrate, irritabilità, sonnolenza, nausea, mal di testa, crampi o svenimenti; in caso di colpo di calore, portare subito il bambino in un luogo fresco, rinfrescarlo e fargli bere piccoli sorsi d’acqua; rivolgersi tempestivamente al pediatra se il bambino presenta febbre persistente, vomito ripetuto, rifiuta di bere, manifesta segni di disidratazione o peggiora una patologia cronica. Recarsi invece subito al Pronto Soccorso in caso di alterazione dello stato di coscienza, grave difficoltà respiratoria, perdita di coscienza, convulsioni, incapacità di bere o febbre molto elevata dopo una prolungata esposizione al caldo.
Fonte: 9Colonne
