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Siae: cresce il teatro, al cinema si va meno
Dal Rapporto SIAE 2025 il teatro si conferma uno dei pilastri dello spettacolo in Italia. Il macro-settore, che riunisce Prosa, Lirica, Rivista e Musical, Balletto, Burattini e Marionette, Arte varia e Circo, ha chiuso l’anno con 154.900 spettacoli, in crescita dell’1,2%, 29.747.210 spettatori, in aumento del 5,3%, e una spesa complessiva di 641.172.118 euro, pari a un incremento del 10,8%. Struttura portante è la prosa, con 96.439 spettacoli, pari al 62,3% del totale, con 17,3 milioni di spettatori, il 58,1% del pubblico, e 313,8 milioni di euro di spesa, pari al 48,9%. La prosa è cresciuta su tutti gli indicatori: +1,8% negli spettacoli, +4,4% nel pubblico e +10,5% nella spesa. Accanto alla prosa, il Rapporto segnala l’accelerazione di Arte varia, con 80,5 milioni di euro di spesa, in aumento del 32%, e 4,8 milioni di spettatori.
Per quanto riguarda il cinema, a cinque anni dalla riapertura delle sale dopo la pandemia, l’affluenza media per spettacolo è scesa a 26 spettatori, rispetto ai 31 registrati nel periodo 2017-2019. In compenso, nella Top 10 degli incassi e delle presenze figurano quattro film italiani, mentre negli anni precedenti ce ne era solitamente uno solo.
A guidare la classifica è “Buen Camino”, con oltre 4,6 milioni di spettatori, seguito da “Follemente”, “Diamanti” e “Io sono la fine del mondo”. Complessivamente, i quattro titoli raccolgono il 46% degli spettatori e il 45,6% della spesa generata dai dieci film più visti dell’anno. Per quanto riguarda la musica dal vivo, l’estate è ancora il momento traino per i concerti: tra giugno e agosto si è concentrato il 34% degli spettacoli, il 48,8% degli spettatori e il 53,7% della spesa del macrosettore. Nel Pop, Rock e Leggera, giugno, luglio e agosto hanno raccolto il 39,5% degli eventi, il 53,3% del pubblico e il 55,7% della spesa, con giugno che da solo ha rappresentato quasi un quarto della spesa annua del comparto.
La classica ha mantenuto un calendario più omogeneo, mentre il jazz ha confermato una forte vocazione festivaliera, con luglio primo mese per offerta, pubblico e spesa.
fonte 9Colonne
