Card. Zuppi, patto sulle religioni “raccoglie un cammino di tre anni”

“In biologia la diversità è ricchezza e salute e così è anche nella società- ha sottolineato Livia Ottolenghi, presidente dell’Ucei –. Il percorso condiviso in questi anni ha reso noto che nonostante la diversità è possibile creare relazioni per il bene della società”.

Abu Bakr Moretta, presidente della Coreis, ha ribadito: “oggi sottoscriviamo un patto sul dialogo interreligioso, sinonimo di responsabilità per ogni comunità religiosa qui presente. Questa coesione ci deve aiutare a sviluppare anche dialogo intra religioso, ossia all’interno delle stesse comunità di appartenenza”.

A sottolineare il momento non solo storico della firma del patto è stato Filippo Scianna, presidente dell’Unione buddhista italiana: “i patti nelle nostre tradizioni sono sacri, non sono solo contratti rescindibili da un memento all’altro. Anche questo patto è una decisione di costudire nel tempo una visione comune anche quando emergeranno divergenze. Il linguaggio oggi tende a dividere e ci viene continuamente di scegliere anziché accogliere. Le confessioni religiose qui riunite hanno deciso di mettersi per ribadire l’esatto contrario. Oggi offriamo alla società l’esempio tangibile di un’alleanza possibile”.

“Mezzo secolo fa tutto faceva pensare che la storia che le religioni non avrebbero più avuto modo di influenzare le scelte etiche e morali dei cittadini- ha ribadito Daniele Garrone, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia -. Il contesto in cui viviamo oggi ha preso un aspetto diverso: da una parte il dibattito pubblico è sempre più incentrato sullo scontro, dall’altro lato abbiamo presenze di assolutismo religioso nei conflitti armati. In questo scenario, noi che siamo qui con le nostre storie e identità diverse, ci impegniamo a camminare insieme con impegno costante per il dialogo”.

“Siamo chiamati a guardare ogni persona umana come fratello e sorella a prescindere dalla propria idea religiosa, morale ed etica perché siamo tutte creature di Dio- ha affermato il Metropolita Polykarpos, della Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia, durante il suo intervento -. La pace non è solo un’ideale, ma un dono di Dio che nasce dalla misericordia di riconoscere nell’altro una persona da rispettare. La religione deve unire e non dividere”.

Paramahamsa Svami Yogananda Ghiri, fondatore dell’Unione induista italiana: “quando ero giovane si gridava Dio è morto. Oggi le religioni hanno ripreso vigore. Questo patto ci invita alla mitezza, alla comprensione, all’inquietudine del vero pensare. Ci impegna al dialogo, alla conoscenza della verità dell’altro e ci dice come vogliamo abitare il mondo”.

Fonte: Sir

“È una giornata che raccoglie un cammino di tre anni, in realtà è un cammino anche molto più lungo, fatto di dialogo, di incontro, di difficoltà, di incomprensioni e anche di pregiudizi tra i diversi soggetti all’interno delle diverse comunità”. Così il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale
Italiana, commenta con i giornalisti, a margine della firma del Patto “La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale”, avvenuta oggi all’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma, tra i rappresentanti delle principali confessioni e tradizioni religiose presenti in Italia. Per Zuppi, il momento assume un significato particolare “a quarant’anni dall’incontro di Assisi che ha segnato una svolta nel dialogo tra le religioni e un inizio”. “Lo Spirito di Assisi è stato così fondamentale e continuerà a essere celebrato; se ne avvertiva un bisogno straordinario in un mondo sempre più diviso, sempre così poco capace di ascoltarsi, di dialogare e di dimostrare che l’unica via per vivere la ‘casa comune’ è imparare a essere ‘Fratelli tutti’, imparando a riconoscersi insieme”. Il presidente della Cei sottolinea quindi il valore operativo dell’intesa: “Si tratta di praticare questo patto, questa vicinanza. Questo si manifesterà nelle diverse situazioni, nei diversi argomenti e nelle diverse sfide”. E conclude: “Abbiamo un metodo, abbiamo un luogo, un tavolo e un patto grazie ai quali le diverse difficoltà o sollecitazioni troveranno sicuramente una risposta comune. L’importanza sta proprio in questo metodo, in questo tavolo e in questo patto: nel fatto che si affrontano i problemi assieme”.

Fonte: 9Colonne