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Coldiretti, SOS siccità, a rischio riso, mais, pomodori e pascoli
Dal riso agli ortaggi, daI pomodoro al mais fino al foraggio nei pascoli, cresce la preoccupazione nelle campagne per l’ondata di caldo legata alla siccità che dal Nord Italia si sta allargando a tutta la Penisola. A lanciare l’allarme è la Coldiretti sulla base di un primo monitoraggio nelle regioni colpite dall’aumento record delle temperature. Se fare stime sui danni è sicuramente prematuro, l’assenza di precipitazioni ha iniziato a farsi sentire nei campi, costringendo gli agricoltori a ricorrere alle irrigazioni, dove possibile. Nella fascia che va dal Piemonte alla Lombardia, dal Veneto all’Emilia Romagna, le produzioni oggi più a rischio sono riso, mais e pomodori, mentre in Toscana i problemi maggiori riguardano le scottature della frutta come ortaggi, angurie, meloni. Nel bacino padano si coltiva quasi un terzo dell’agroalimentare Made in Italy e si concentra circa la metà dell’allevamento nazionale. Difficile anche la situazione dei pascoli, soprattutto nelle campagne piemontesi, dove sole e siccità stanno praticamente bruciando i foraggi necessari per l’alimentazione degli animali. Ma è chiaro che il prolungarsi della siccità e delle alte temperature andrebbero a colpire tutte le colture, dalle olive all’uva. In sofferenza anche le stalle, dove il caldo ha l’effetto di far diminuire la produzione di latte fino al -15-20%. Una situazione che accomuna Nord e Sud, dalla Lombardia alla puglia dove per proteggere gli animali dallo stress termico sono già entrati in funzione ventilatori e doccette refrigeranti.
Ma l’andamento stagionale favorisce anche la proliferazione degli attacchi degli insetti alieni, dalla cimice asiatica al coleottero giapponese, fino al calabrone asiatico che rappresentano un grave problema soprattutto in questa fase della stagione, con molte colture in fase di raccolta. A questo si aggiungono gli aggravi dei costi a carico degli agricoltori, in una situazione già resa difficile dai rincari energetici legati alla guerra in Iran e alle tensioni geopolitiche. Il caldo record sta facendo salire alle stelle i prezzi per l’irrigazione. Gli impianti funzionano, infatti, a gasolio, che dall’inizio dell’anno ad oggi è aumentato da circa 0,85 €/litro fino a 1,21 €/litro, dopo aver toccato picchi superiori. Ma occorre considerare anche il costo dell’elettricità necessaria, ad esempio, per la conservazione dei prodotti o la ventilazione delle stalle. L’acqua sta diventando sempre più centrale per l’agricoltura, come dimostra anche il fatto che oggi circa una azienda agricola su dieci ha già avviato investimenti in sistemi di irrigazione digitale e di precisione, strumenti che permettono di ridurre gli sprechi e ottimizzare le risorse, secondo il primo Censimento in Europa sulla maturità digitale delle aziende agricole effettuato dal Polo innovazione Agricoltura Digitale di Coldiretti Next. Negli ultimi quattro anni gli effetti dei cambiamenti climatici hanno causato danni all’agricoltura italiana per oltre 20 miliardi di euro, tra siccità e alluvioni, andando ad aggravare una situazione che vede già oltre un quarto del territorio italiano (28%) a rischio degrado e desertificazione anche a causa del calo della disponibilità di acqua, secondo un’analisi Coldiretti su dati Ispra.
Fonte: 9Colonne
