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Il genio di Raffaello. Una firma di PdV su National Geographic

Alessandra Pagano offre ai lettori della prestigiosa testata un ampio focus del genio del Rinascimento a 500 anni dalla sua morte.

Ma chi era Raffaello Sanzio?

Il genio di Raffaello. Una firma di PdV su National Geographic

La collaboratrice di Parola di Vita Alessandra Pagano, docente di storia dell'arte, ha firmato sul numero di aprile della prestigiosa rivista internazionale Storica - National Geographic un ampio reportage sulla figura di Raffaello Sanzio, in occasione dei 500 anni della sua morte. Il contributo è stato tradotto anche per la versione spagnola della rivista.

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 "Raffaello genio del rinascimento" il tema del servizio, che si compone di focus sulla vita, le opere e l'arte del "Divin pittore". Un'attenzione particolare Alessandra Pagano la pone agli anni romani di Raffaello; a questa sezione seguono sei focus con analisi di altrettante opere, che ripercorrono la sua carriera, tipo la disputa sul sacramento negli anni a Roma, la Velata per il suo ruolo da ritrattista e la Trasfigurazione come testamento artistico. Quest'ultima era una delle opere più famose dell'Ottocento, ha ispirato Goethe e Nietzsche.

BIOGRAFIA

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Raffaello Sanzio si formò tra il 1491 e il 1494 nella bottega del padre, il pittore Giovanni Santi, attivo per la corte dei Montefeltro. Una delle primissime opere fu l’affresco raffigurante la Vergine in casa Santi. Dopo la morte di Giovanni (1494), Raffaello entrò in contatto con Perugino, da cui derivò il suo stile iniziale e con cui rimase in contatto fino al 1498. In questi anni probabilmente intervenne nel ciclo di affreschi della Sala del Cambio a Perugia. Dal 1499 fu a Città di Castello con la bottega rilevata dal padre dove realizzò lo Stendardo della Santissima Trinità e la Pala di San Nicola da Tolentino (oggi smembrata in diversi musei).
Ad inizio ‘500 era già tra gli artisti più richiesti in tutta l’Umbria e, dopo brevi soggiorni a Firenze e Roma, raggiunse l’amico Pinturicchio a Siena, dove realizzò alcuni cartoni per gli affreschi della Libreria Piccolomini. Nel 1504 dipinse il celebre Sposalizio della Vergine (Milano, Pinacoteca di Brera) e nello stesso anno si trasferì a Firenze, dove dipinse per lo più opere di devozione privata, come la Madonna del Cardellino e la Madonna del Belvedere, e ritratti quali Maddalena Strozzi, la Muta e la Dama col Liocorno.
Nel 1507 realizzò la celeberrima Deposizione Baglioni per San Francesco al Prato a Perugia, che un secolo dopo Scipione Borghese fece rubare (oggi l'opera si trova a Roma alla Galleria Borghese). Nel 1508 Giulio II chiamò Raffaello a Roma, dove rimase fino alla morte, creando i massimi capolavori, tra cui le Stanze Vaticane (SegnaturaEliodoroIncendio di BorgoCostantino) e la Loggia di Psiche alla Farnesina. Divenne anche architetto della Fabbrica di San Pietro e progettò la Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo e Villa Madama.
Negli ultimi anni dipinse opere come la Fornarina e la Trasfigurazione. Morì nel 1520, lasciando una fiorentissima bottega attiva sul territorio, la cui diaspora conseguente al Sacco di Roma nel 1527, porterà il raffaellismo in tutta Italia.

(tratto da www.arte.it)

Il genio di Raffaello. Una firma di PdV su National Geographic
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