Associazionismo, parte a Cosenza “La fabbrica della cura”, progetto con la Cattedrale per i 450 anni

La Cattedrale e il centro storico non più soltanto come luoghi della memoria, ma come motori di partecipazione, inclusione e cura della comunità. Nasce con questo obiettivo “La Fabbrica della Cura”, progetto promosso da CSV Cosenza, Think Tank Trust, Cattedrale di Cosenza e Meta – Laboratorio di Architettura e Design dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria che punta a trasformare il cuore antico della città in un laboratorio permanente di cittadinanza attiva.

Il primo cantiere operativo della “Fabbrica della Cura” sarà inaugurato, con un incontro pubblico aperto alla cittadinanza e alle realtà associative del territorio, giovedì 18 giugno, alle ore 17, nella Sala degli Stemmi di Palazzo Arcivescovile di Cosenza con l’obiettivo di avviare il processo di conoscenza tra le diverse realtà partecipanti e definire la road map per co-progettare iniziative da realizzare nel centro storico. Il centro storico e il suo simbolo di comunità, dunque, non più un museo polveroso da contemplare a distanza, ma una centrale energetica capace di generare benessere, inclusione e sicurezza.

Il percorso della “Fabbrica della Cura” nasce e si sviluppa all’interno delle celebrazioni per i 450 anni del miracolo della Madonna del Pilerio. Ne è espressione la mostra di artisti e artiste calabresi contemporanei, tuttora visitabile nella navata destra della cattedrale, che ha trasformato il Duomo in uno spazio aperto al dialogo tra arte, comunità e territorio. Da questa esperienza prende avvio una visione più ampia: estendere la capacità generativa della Cattedrale all’intero centro storico, attivando una rete di cittadini, associazioni, istituzioni e realtà del Terzo Settore impegnate nella cura e nella rigenerazione della città.

L’idea è semplice quanto ambiziosa: partire dalle persone prima che dalle infrastrutture, rigenerare le relazioni oltre agli spazi, attivare le comunità che vivono e attraversano il territorio. Attorno alla cattedrale, simbolo identitario della città, prende così forma un processo collettivo capace di generare bellezza, sicurezza, inclusione e nuove opportunità di partecipazione. L’ispirazione richiama le antiche fabbriche medievali, grandi cantieri comunitari nei quali cittadini, artigiani, religiosi e istituzioni collaboravano alla costruzione del bene comune. Da questa tradizione nasce oggi una moderna “fabbriceria civica”, guidata da Think Tank Trust, chiamata a custodire la visione del progetto e a valorizzare il patrimonio di esperienza e competenze del volontariato locale.

«Vogliamo dimostrare che cultura, identità e patrimonio non sono elementi statici da conservare, ma risorse vive capaci di generare coesione sociale e sviluppo comunitario», spiegano i promotori. «La Fabbrica della Cura nasce per creare uno spazio stabile di incontro e collaborazione tra Terzo Settore, università, istituzioni e cittadini, contribuendo a restituire al centro storico il suo ruolo di cuore pulsante e accogliente della città».