Iran, ucciso Khamenei. Continuano i bombardamenti Usa-Israele

I media statali iraniani hanno confermato la notizia dopo che da ore gli Stati Uniti e Israele l’avevano lanciata: l’Ayatollah Ali Khamenei, guida suprema iraniana, al potere della repubblica islamica dal 1989, è rimato ucciso negli attacchi coordinati tra statunitensi e israeliani che da ieri mattina stanno colpendo più città iraniane e che hanno distrutto il bunker di Khamenei, con lui sono morti figlia, genero e nipote. L’operazione, denominata Ruggito del leone dagli israeliani, Furia epica da Washington, era stata annunciata da giorni di movimenti di caccia e navi da guerra e poi confermata alle tre di mattino del 28 febbraio, ora di Washington, da un videomessaggio del presidente Trump nel quale si annunciava l’intenzione di “radere al suolo, annientare” l’industria missilistica iraniana, con il primo obiettivo quello di rovesciare il regime, eliminando Khamenei. 

Almeno 200 morti nell'attacco all'Iran. Convocato il Consiglio di sicurezza

Oltre 200 vittime

I bombardamenti a tappeto su diverse città, oltre alla capitale Teheran, Tabriz, Isfahan, Qom, Bushehr, Kermanshah, Zanjan, Karaj, hanno provocato la morte di circa 200 persone, tra loro si parla di oltre cento  bambine, strudentesse di una scuola elementare femminile a Minab, nel sud del Paese. La ritorsione iraniana si è scatenata con missili e droni contro Israele e contro i Paesi del Golfo tra i quali Qatar Kuwait, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti colpendo basi militari Usa ma anche strutture civili,  come accaduto a Dubai. Le sirene  risuonano  incessantemente a Gerusalemme dove è entrata in azione la contraerea e a Tel Aviv, quest’ultima colpita dagli iraniani con una vittima accertata.

Chiuso lo Stretto di Hormuz

L’Iran ha annunciato un periodo di lutto di 40 giorni, seguiti da 7 giorni di festa, dopo la morte di  Khamenei, mentre i pasdaran hanno chiuso lo Stretto di Hormuz, rotta strategica per il trasporto marittimo del petrolio, ttraverso il quale passa circa un quinto del greggio consumato a livello globale. In giornata, il segretario di Stato Usa Marco Rubio avrà un colloquio con i leader dei Paesi del G7. Ieri,  mentre in apertura del Consiglio di Sicurezza straordinario, ieri, il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres aveva parlato del rischio di una catena di eventi incontrollabili, condannando l’escalation di violenza in Medio Oriente.

Vatican News