Leone XIV alle autorità camerunensi invoca una pace disarmata

Nel palazzo presidenziale di Yaoundè l’incontro con le autorità e i rappresentanti della società civile

“Una pace che sia disarmata, cioè non fondata sulla paura, sulla minaccia o sugli armamenti; e disarmante, perché capace di risolvere i conflitti, di aprire i cuori e di generare fiducia, empatia e speranza. La pace non può essere ridotta a slogan: va incarnata in uno stile, personale e istituzionale, che ripudi ogni forma di violenza”. Nel Palazzo presidenziale di Yaoundè, in Camerun, Leone XIV ha incontrato le autorità, i rappresentanti della società civile e il Corpo diplomatico, ponendo al centro ancor una volta il tema della pace e della partecipazione politica. “La mia visita – afferma papa Leone – esprime l’affetto del successore di Pietro per tutti i camerunesi, nonché il desiderio di incoraggiare ciascuno a proseguire, con entusiasmo e perseveranza, nella costruzione del bene comune”. Il pontefice ha constatato “quanta fame e sete di giustizia! Quanta sete di partecipazione, di visioni, di scelte coraggiose e di pace! È mio grande desiderio raggiungere il cuore di tutti, in particolare dei giovani, chiamati a dare forma, anche politica, a un mondo più equo“.

“Servire il proprio Paese significa dedicarsi con mente lucida e coscienza integra al bene comune di tutto il popolo: della maggioranza, delle minoranze e della loro reciproca armonia”.