Comunicazione digitale e neuromarketing, esperti a confronto in Confindustria

In un contesto in cui le decisioni d’acquisto dei consumatori nascono e si sviluppano in ambienti digitali, risulta strategico comprendere come cambiano i processi di scelta, quale sia il ruolo degli algoritmi e quanto sia determinante la comunicazione social. Per le imprese, non basta più offrire un buon prodotto: è fondamentale gestire visibilità, reputazione, contenuti, costruire valore attraverso fiducia, coerenza e capacità di creare connessioni significative che restino nella memoria del consumatore. Questi i messaggi emersi nel corso del seminario sul tema “Neuromarketing e comunicazione digitale” organizzato da Confindustria Cosenza con l’obiettivo di aiutare a colmare un gap sempre più evidente tra l’evoluzione dei comportamenti dei consumatori e pratiche aziendali tradizionali, creando nuove opportunità di business. Al tavolo dei relatori il presidente della Sezione Editoria e Comunicazione di Unindustria Calabria Massimo Fedele, il presidente dei Giovani Imprenditori Giorgio Franzese che ha portato anche i saluti del presidente di Confindustria Cosenza Giovan Battista Perciaccante, il presidente della Sezione Agroalimentare Luigi Nola di Confindustria Cosenza, la giornalista e sommelier Francesca Oliverio, l’imprenditrice, autrice del volume “L’olio che parla ai sensi” e Consigliera della Sezione Editoria di Unindustria Calabria Adele Bonaro. Per il presidente della Sezione Editoria e Comunicazione di Unindustria Calabria Massimo Fedele “diventa fondamentale gestire la reputazione digitale e ascoltare attivamente il proprio pubblico. La fiducia si costruisce nel tempo, attraverso trasparenza, coerenza e autenticità. Per questo motivo, investire nella comunicazione digitale non significa semplicemente essere presenti online, ma progettare esperienze integrate, in cui marketing, contenuto e relazione lavorano insieme”. “L’incontro odierno non si limita a evidenziare il ruolo del marketing per le realtà produttive – ha sottolineato il presidente dei Giovani Industriali Giorgio Franzese – ma di ripensare il modo in cui l’impresa si presenta, costruisce fiducia e crea valore nel tempo. La trasformazione digitale, infatti, non è solo un cambiamento tecnologico, ma una vera ridefinizione dei processi aziendali e della costruzione di relazioni più solide e durature con i propri clienti”.Sull’importanza del settore agroalimentare si è soffermato il presidente della Sezione Agroalimentare di Confindustria Cosenza Luigi Nola che ha ricordato come l’olivicoltura in Calabria “rappresenta non solo un pilastro economico ma contribuisce anche alla prevenzione del dissesto idrogeologico, alla salvaguardia delle aree rurali, contrastando l’abbandono dei terreni e sostenendo le comunità locali. Allo stesso tempo, l’olivo custodisce un patrimonio di biodiversità e tradizioni millenarie, diventando elemento chiave per lo sviluppo di modelli di turismo rurale ed enogastronomico sempre più apprezzati, capaci di valorizzare il territorio calabrese in un’ottica di crescita sostenibile e integrata”.La giornalista e sommelier Francesca Oliverio ha posto in evidenza come l’attenzione dei consumatori si stia orientando sempre più verso esperienze autentiche e di qualità, con il mondo della sommellerie e l’arte dell’abbinamento tra cibo, olio e vino che si trasformano in strumenti fondamentali per valorizzare i sapori e arricchire la cultura del gusto.“Il percorso d’acquisto da parte del consumatore è sempre più complesso e frammentato –ha concluso l’esperta di marketing Adele Bonaro – e risulta distribuito tra diversi canali e momenti di contatto. Le persone scoprono, confrontano e ricordano i prodotti all’interno di ecosistemi digitali complessi, dove ogni interazione contribuisce a costruire percezioni, fiducia e valore. Interpretare questi cambiamenti e permettere che il valore reale di un prodotto diventi valore anche nel digitale risulta sempre più importante per il sistema produttivo nel suo complesso”.