Tre anni fa Cutro, non dimenticare è generare una catena per la vita

Sulla costa di Steccato persero la vita 94 migranti. Un ricordo per immagini di giorni che hanno scosso la Calabria e l’Italia

Tre anni fa la Calabria e l’intero paese furono scossi dalla morte di 94 migranti a Steccato di Cutro.
Non dimenticare significa generare una catena per la vita, profondere tutti gli sforzi possibili perché volti e cuori umani non vengano messi a tacere dal mare che li inghiotte.
Per chi, come il sottoscritto, ha potuto raccontare alcuni dei momenti successivi all’accaduto, rimangono negli occhi e nel cuore le bare bianche nel palazzetto di Crotone, a primo impatto solo lettere e numeri per un triste censimento, il pietoso atto del riconoscimento dei cari, le lacrime e gli abbracci senza muri.
E ancora, i giovani studenti in fila per lasciare un fiore tra mille corone di solidarietà e vicinanza, la speranza di chi, in ospedale, assumerà il “titolo” di sopravvissuto all’ingiustizia di morti senza demerito.
Il fiore sulla spiaggia di una Steccato silenziosa e frastornata, le cui alte onde chiamano prudenza anche ai pescatori navigati del posto. La croce subito fatta coi legni del barcone recuperato e installata, come segno, nella parrocchia sulla statale.
Non dimenticare dovrebbe valere anche come “non ripetere”. Ma di buone parole sono lastricate tutte le rotte della vita.