Chiese di Calabria
Mons. Di Pietro (vescovo eletto Locri-Gerace), “subito la bussola del mio cuore si è orientata a nord est, verso la Locride”
“Quale grande amore mi ha dato il Padre nel costituirmi riflesso vivo della Sua paternità in mezzo a voi, che sento figli, e lo siete realmente! Considero un dono generoso di Cristo Buon Pastore questa nuova chiamata a una più piena paternità episcopale e un segno di speciale predilezione della nostra Madre celeste”. Sono le prime parole alla nuova diocesi del vescovo eletto di Locri-Gerace, mons. Cesare Di Pietro, finora vescovo ausiliare di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela. Il presule racconta che l’11 maggio scorso, mentre la diocesi della Locride erano in festa per onorare Nostra Signora dello Scoglio, è stato convocato dal nunzio apostolico in Italia che gli ha comunicato la nomina di Papa Leone XIV a vescovo di Locri-Gerace. Da quel giorno, dopo “qualche momento di turbamento – scrive – mi sono abbandonato con totale fiducia al Disegno d’Amore di Dio e alla protezione materna della Beata Vergine Maria e subito la bussola del mio cuore si è orientata a nord est, verso la Locride”. Il neo presule esprime “filiale gratitudine “ al Pontefice e salute con “sincero affetto” e “profonda gratitudine” mons. Francesco Oliva, che con “saggezza e lungimiranza vi ha guidati pastoralmente negli ultimi dodici anni”, come pure gli altri due predecessori: mons. Giuseppe Fiorini Morosini e mons. Giancarlo Maria Bregantini. “Nel solco tracciato dalla loro azione apostolica tanto generosa e feconda, ho il conforto di avvertire che il mio ministero potrà avviarsi e proseguire con maggiore slancio е fruttuosità”, sottolinea mons. Di Pietro che saluta i vescovo calabresi, quelli siciliani e i sacerdoti, nella “gioia di poter presto condividere la grazia della comunione nell’unico Presbiterio, unito al Vescovo” e la “responsabilità di orientare il cammino ecclesiale verso il futuro, in risposta alle molteplici sfide poste all’evangelizzazione dal mondo di oggi”. Mons. Di Pietro saluta i diaconi, i seminaristi, i consacrati e le consacrate, le famiglie, i laici, i catechisti, i bambini, i ragazzi, i giovani, gli immigrati stranieri approdati nella “nostra terra, perché mezzo a noi non trovino sfruttamento, ma riconoscimento della dignità umana e dei diritti civili e non soltanto il pane materiale, ma soprattutto il pane dell’amicizia e della solidarietà”. E poi un saluto agli anziani, agli ammalati, ai poveri, ai fragili, ai diversamente abili, ai detenuti e alle autorità civili, politiche, militari e giudiziarie di ogni ordine e grado, con le quali sarà “mia premura intraprendere un dialogo aperto e franco, nel rispetto dei ruoli di ciascuno, orientato al progresso morale e sociale delle persone e delle comunità che vivono nel territorio diocesano”. E poi ancora un saluto ai fedeli delle altre confessioni cristiane e “a coloro che si dichiarano non credenti” e un saluto “alla mia Chiesa Madre di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, che mi ha generato nella fede e mi ha accompagnato fin qui nel cammino ecclesiale e nella missione pastorale”, con un pensiero di “profonda gratitudine” all’arcivescovo, mons. Giovanni Accolla, con il quale “ho collaborato fraternamente negli ultimi nove anni: anni intensi di arricchimento spirituale e pastorale”. “Fratelli e sorelle della diocesi di Locri-Gerace, siete da giorni nel mio cuore e nella mia preghiera. Non vedo l’ora di conoscervi e di camminare con voi, quale fratello e padre nella fede, lasciandoci guidare dallo Spirito Santo come Chiesa sinodale”, conclude il presule chiedendo il sostegno nella preghiera e di “farmi spazio nei vostri cuori”.
