Chiesa
Leone XIV ad Acerra, “il bene comune viene prima degli affari di pochi”
Ad Acerra Papa Leone XIV richiama al bene comune: memoria del dolore, cultura ecologica e responsabilità condivisa per una rinascita fondata su giustizia, ambiente e impegno civile
“Il grido della creazione e dei poveri tra voi è stato avvertito più drammaticamente, a causa di un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune, che ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale”. Lo ha detto il Papa, nel suo primo discorso ad Acerra, pronunciato nella cattedrale di Santa Maria Assunta e rivolto ai vescovi, al clero, ai religiosi e alle famiglie delle vittime di inquinamento ambientale. “È un grido che chiede conversione!”, ha esclamato Leone XIV.
“Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente”. In cattedrale, dove oltre al clero sono stati presenti alcune famiglie delle vittime di inquinamento ambientale. “Sapete che già Papa Francesco avrebbe desiderato venire qui, in quella che ha tristemente preso il nome di Terra dei fuochi, ma non gli fu possibile. Oggi vogliamo realizzare il suo desiderio, riconoscendo il grande dono che l’Enciclica Laudato si’ ha rappresentato per la missione della Chiesa in questa terra”.
“Soffriamo per la devastazione che ha compromesso un meraviglioso ecosistema, luoghi, storie e memorie”, ha detto il Papa, nel suo primo discorso ad Acerra, in cattedrale. “Di fronte a questa realtà ci possono essere due atteggiamenti: l’indifferenza o la responsabilità”, ha spiegato: “Voi avete scelto la responsabilità e, con l’aiuto di Dio, avete iniziato un cammino di impegno e di ricerca della giustizia”.
“Il Signore ci fa domande nuove su come si vive nei nostri quartieri, sulla disponibilità a lavorare insieme fra persone e istituzioni, sulla nostra passione educativa, sull’onestà nel lavoro, sull’equa distribuzione del potere e delle ricchezze, sul rispetto per le persone e per tutte le creature”, le parole del Papa. “Potranno queste terre rivivere?”, si è chiesto Leone XIV: “Siate voi stessi la risposta: una comunità unita, nelle fede e nell’impegno. La vita allora si moltiplicherà”. “Occorre fidarsi ancora, ascoltare ancora, credere ancora”, l’esortazione: “Le piccole e grandi ripartenze con cui avete affrontato il dolore non sono ancora tutto. Lo Spirito Santo vi conceda di vedere un esercito di pace che si alza in piedi e guarisce le ferite di questa terra e delle sue comunità. Non più fuoco che distrugge, ma fuoco che ravviva e riscalda, il fuoco dello Spirito che accende i cuori e le menti di migliaia e migliaia di uomini e donne, di bambini e di anziani e ispira cura, consolazione, attenzione, amore vero”.
“Generate vita nuova trasmettendo a figli e figlie, a nipoti e vicini quel senso di responsabilità che troppe volte sin qui è mancato. Lasciate morire il risentimento, praticate per primi la giustizia che chiedete, testimoniate la vita, educate alla cura”. Questa l’esortazione rivolta dal Papa alle famiglie colpite dalla morte dei loro cari a causa dei danni ambientali, presenti oggi in cattedrale.
