Attualità
Pluralità culturale e dialogo: la FISM rilancia il ruolo delle scuole nel cambiamento del Paese
Fai clic per insegnare a Gmail che questa conversazione è importante
Si sono conclusi questa mattina i lavori del Consiglio Nazionale della FISM. La i oggi si è aperta con un focus sul progetto “Rilevazione delle famiglie provenienti da contesti culturali e appartenenze religiose plurali”, nato per offrire alle scuole uno strumento di conoscenza e lettura dei cambiamenti che stanno interessando la società italiana. A presentare il quadro generale è stato il consulente ecclesiastico nazionale, don Mario Della Giovanna, che ha evidenziato l’importanza della raccolta dei dati: “Non abbiamo dati precisi, per questo è stato predisposto, insieme alla CEI, un questionario che ci consentirà di avere il polso della situazione. Comprendere cosa sta accadendo oggi in Italia è il primo passo per riflettere su cosa significhi, per le scuole FISM, vivere questo passaggio epocale e, di conseguenza, ripensare i progetti educativi e i piani dell’offerta formativa alla luce della realtà che emerge”. È seguito l’intervento di don Giuliano Savina, direttore dell’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso (UNEDI) della CEI, che ha invitato a leggere i cambiamenti in atto attraverso lo sguardo aperto indicato dal Concilio Vaticano II: “Dobbiamo guardare all’Italia come il Vaticano II ci ha insegnato a guardare”. Nel suo contributo ha richiamato anche una riflessione del cardinale Walter Kasper sul superamento di una “confessionalità delimitante” e le parole di Paolo VI ai Patriarchi orientali (1964), che riconoscevano nelle differenze culturali non un motivo di contrapposizione, ma una ricchezza reciproca da valorizzare e custodire. Una prospettiva che richiama il significato più autentico della cattolicità e interpella direttamente il mondo dell’educazione.
A seguire, i partecipanti al Consiglio Nazionale si sono suddivisi in tre gruppi di lavoro per aree di interesse: l’area pedagogica, coordinata da Lara Vannini; l’area politica, coordinata da Stefano Cecchin; l’area gestionale, coordinata da Luca Iemmi.
