Docufilm su Madre Teresa e la sua esperienza romana

Tante le testimonianze di chi ha avuto modo di conoscere una delle massime figure della carità cristiana

Il giorno di Pasqua andrà in onda, all’interno dello speciale Tg1 su Rai 1, il docufilm intitolato Madre Teresa a Roma, che racconta l’esperienza diretta che la religiosa albanese fece per le strade della capitale italiana, a contatto con le diverse forme di povertà. Il documentario parla di una storia poco nota ma toccante, cioè il momento in cui il “Terzo Mondo” si fece missionario in Occidente. Madre Teresa arrivò a Roma su invito di Paolo VI e pensò di trovare la ricchezza della cultura cattolica, ma si imbatté in una miseria diversa da quella della sua terra. Era convinta che la povertà più estrema consistesse nel sentirsi soli, nel non ricevere amore, nel vivere nella condizione di totale indifferenza e in uno stato di assenza di comunicazione. L’opera mostra il legame tra la santa e l’Urbe, la sua vicinanza ai diseredati e agli indigenti delle periferie, e le relazioni che intrattenne con le istituzioni civili come il comune romano, che le assegnò la cittadinanza onoraria nel 1996. La suora sapeva che la povertà “nascosta” dentro le grandi città poteva essere curata, portando il carisma delle Missionarie della Carità nei luoghi più reconditi. Nel 1988 riuscì ad aprire, grazie all’aiuto di papa Giovanni Paolo II, la Casa Dono di Maria all’interno delle mura vaticane, un luogo finalizzato all’accoglienza dei bisognosi e dei senzatetto. Quest’iniziativa portò le Missionarie della Carità a radicarsi a Roma e a dedicarsi agli emarginati, agendo come povere tra i poveri. Madre Teresa lavorò su un doppio fronte: cercò di curare la povertà materiale, tipica del mondo indiano, ma anche quella spirituale di una metropoli come Roma. Entrò nella vita quotidiana stando accanto agli ultimi, tra baracche e situazioni di marginalità radicale. Lei e le consorelle sono l’esempio di una Chiesa in uscita che sta per le strade, prossime alle ferite della società. La “piccola matita di Dio” non amava mostrarsi, perché riteneva che la cosa più importante fosse svelare le opere del Padre e fare la sua volontà. Il film vuole testimoniare la gloria di Dio che la santa vivente ha portato agli uomini e alle donne che incontrava. Scritto da don Sergio Mercanzin, che conobbe Madre Teresa e l’accompagnò nelle periferie romane, diretto da Antonio Farisi, prodotto da Lampic Film e presentato da Rai Documentari, lo sceneggiato mostra, attraverso uno stile moderno e immersivo, l’immagine di una donna dal carattere forte e risoluto e dalla fede inossidabile, che ha portato avanti la sua opera caritatevole, mettendo in pratica il Vangelo. Il docufilm contiene varie testimonianze, da quella di Albano a quella della vaticanista Marina Ricci e di David Traylor (Zed Robot), filmati amatoriali, realizzati da famiglie romane negli anni Settanta, foto inedite e altro materiale. Tra i primi italiani famosi, che ebbero la fortuna di conoscere questa piccola donna dal grande sorriso, c’è Pier Paolo Pasolini che, negli anni Sessanta, compì un viaggio in India insieme ad Alberto Moravia e disse: “Suor Teresa è una donna anziana, bruna di pelle, perché è albanese, alta, asciutta, con due mascelle quasi virili, e l’occhio dolce, che, dove guarda, ‘vede”. Il documentario è stato presentato, presso la Casa Dono di Maria, lo scorso 24 marzo, alla presenza dell’attrice Sarita Agnes Rossi, nata in India e cresciuta con le Missionarie della Carità, di padre Brian Kolodiejchuk, postulatore della causa di canonizzazione di Madre Teresa, di Luigi Del Plavignano, direttore di Rai Documentari, di don Sergio Mercanzin e di Antonio Farisi, insieme ad alcune Missionarie della Carità. Attraverso gli occhi della santa, la pellicola insegna che la povertà non è lontana ma è vicina a noi, e che la carità deve essere sempre un atto concreto e pieno di amore.