Città
Fiera “sospesa”, tra chi resiste, chi ha mollato e chi tornerà
Fiera “sospesa”. In tanti stanno resistendo, a suon di musica ed esponendo i cartelli con i prezzi, invitando gli avventori, ma tanti altri hanno preferito andare via o tornare giovedì. Stalli vuoti, stand sigillati, merce nei furgoni, sperando che il tempo migliori e sia possibile ricavare qualcosa dalla trasferta cosentina.


Salutata positivamente dai commercianti la proroga fino al 21 marzo, nell’auspicio che sia un ossigeno per le casse. Tra i fieristi non si parla d’altro che di quanto sta accadendo in questi giorni.

Nessuno si è fatto male, anche perché il ciclone ha “lavorato” di notte, ma i danni alla merce sono stati tanti. Per gli espositori la fiera è di per sé sacrificio e precarietà, come testimoniano le tende assiepate lungo il viale Giacomo Mancini e che fanno da ristoro notturno.
Dopo il maltempo di domenica sera il primo lavoro è stato quello di mettere in salvo i prodotti. Poi, di recuperare gli stand, anche se molti, a causa delle folate, sono stati resi inservibili. Prezioso l’apporto dei vigili del fuoco e della protezione civile, che “vegliano” sulla manifestazione da sotto la sopraelevata.
Tante delle piccole strutture movibili dove i fieristi espongono ora sono fissate in maniera ancora più forte ai lampioni della luce. Questo l’invito dell’amministrazione comunale alle centinaia di espositori.

