A Roma una mostra sulla vita quotidiana, l’immaginario e il futuro dei bambini di Gaza

Si è inaugurata il 14 maggio a Palazzo Merulana, a Roma, la mostra “How kids roll” sulla vita dei bambini a Gaza.

“Ogni guerra è una guerra contro i bambini”: bambini che giocano in strada con armi ed oggetti bellici di vario tipo, edifici e palazzi completamente distrutti dai bombardamenti, totale assenza di persone, clima di grande desolazione ed angoscia e maschere artigianali realizzate con oggetti di scarto. Queste e molte altre foto, oltre alle immagini del documentario “How Kids roll” sono in mostra da oggi, 14 maggio, a Palazzo Merulana a Roma, fino al 28 giugno. Immagini cariche di significato simbolico ed emotivo che, nel desiderio dei curatori della mostra e degli autori del documentario, Loris Lai e Joseph Lefevre, “vogliono mostrare i bambini di Gaza e del mondo in generale, perché i bambini sono bambini ovunque e sono loro le prime vittime del conflitto”. L’evento è stato patrocinato dal Dicastero per la Comunicazione, dal Dicastero per la Cultura e l’educazione della Santa Sede, dal Comitato italiano per l’Unicef e da Save the Children.  Il 15, 22 e 29 maggio la mostra sarà aperta alle scuole, con la proiezione del film omonimo.

La resistenza dei bambini di Gaza. Dagli interventi dei relatori sono emerse parole che rimandano a concetti e valori centrali per il vivere civile, ovvero prossimità, resilienza e resistenza. Queste riflessioni nascono dal contesto bellico che ha generato l’impegno per l’allestimento della mostra. Durante la presentazione alla stampa Paola Centanni, direttrice del Museo di Palazzo Merulana, ha parlato di una “mostra di grande impatto visivo, che intende lasciare un messaggio di speranza: vogliamo raccontare con forza, intimità e prossimità quello che l’infanzia deve sopportare in tempo di guerra e far nascere momenti di riflessione edificanti”. Elena Gentili, di Save the Children, ha ricordato che “ogni guerra è contro i bambini; infatti, loro sono le prime vittime di scelte fatte dagli adulti. Perciò, questa mostra e questo film permettono di far capire il senso di responsabilità e di vicinanza rispetto a quanto accade in questi luoghi. Aggiungo poi l’importanza della parola prossimità: l’arte ci permette di avvicinarci il più possibile a questa terribile realtà”. Alle parole della portavoce di Save the Children, hanno fatto eco quelle dello stesso curatore e regista Loris Lai, che ha ribadito lo scopo della mostra e del film: “Mostrare i bambini di Gaza, vere vittime del conflitto. Le foto ci permettono di fermare quel tipo di sofferenza, ma anche di speranza; infatti, i bambini sono il futuro e la nostra aspettativa è un miglioramento di quegli ambienti ora devastati”. L’augurio di Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef Italia, è quello di “non lasciare indietro nessuno”: le organizzazioni, “con il quotidiano lavoro di ciascuno, intendono lanciare una mano tesa in aiuto a queste atrocità”. Sempre Iacomini fa leva su una particolare parola, ovvero resistenza: “queste immagini di vita, dolore e forza sono di grande resistenza e noi italiani, che siamo figli della Resistenza, dobbiamo chinarci di fronte a chi è in grado di resistere tutt’ora”.

Alessandro Palumbi e Piero Sirianni