Cultura
Dal vuoto all’ordine. Crisi geopolitica e rinascita nel libro “Kaos” di Cacciari-Esposito
È possibile raggiungere un nuovo status facendo un salto decisivo dentro il disordine
Massimo Cacciari e Roberto Esposito ripensano le varie forme del mondo e dialogano sui possibili nuovi ordini nel libro intitolato “Kaos” (Il Mulino 2026). Il concetto da cui partono è quello di “caos” che, più di ogni altro, è adeguato a rappresentare l’attuale situazione storica. Questo vocabolo, derivato dal greco antico Χάος, risuona all’inizio della “Teogonia” di Esiodo, uno dei primissimi testi della nostra civiltà e della nostra cultura, nel quale si dice che le muse indicano il caos come primo della genesis, l’inizio di tutte le generazioni, il principio ingenerato di ogni cosa. È quel grembo da cui sorgono continuamente, nel corso del processo evolutivo, le varie forme. Nella premessa del libro, i filosofi scrivono che “Il Vuoto-Chaos resta sempre aperto sotto i nostri piedi”. Stiamo attraversando un momento di profonda crisi, con il venir meno del sistema di ordini consolidato. Nel suo capitolo, Cacciari mette a fuoco la crisi geopolitica moderna all’interno di un discorso relativo al crollo dell’Occidente, sotto la spinta di una globalizzazione tecnica, scientifica e produttiva che non ha portato ad alcuna unificazione politica, bensì ha aperto la prospettiva di un conflitto mondiale con altri imperi, specie con quello russo e con quello cinese. L’intellettuale fa il punto sulle caratteristiche-differenze tra lo Stato europeo, sempre affamato di conquiste e pronto a spingersi oltre i propri confini, per sottomettere altri territori, in nome di una logica imperialista che gli appartiene, e le società orientali che sembrano bastare a sé stesse e sono chiuse nella loro mentalità (l’impero cinese, l’Egitto o le civiltà arcaiche). “È la natura dello Stato [europeo] a essere ek-statica! Ovvero, la potenzia statuale è necessariamente imperiale”, scrive Cacciari. L’Europa ha dato anche forza agli Stati Uniti che, seguendo l’esempio del vecchio continente, si sono spinti a conquistare, a occupare, ad imporsi. Esposito, nel suo saggio, prosegue la tesi del collega basandosi sulla geopolitica che possiede, necessariamente, un’anima metafisica e vede sempre il caos incombere insistentemente. Questo caos ci precede e ci accompagna sempre: non equivale a crisi ma a catastrofe, cioè implosione dell’ordine dato e cambiamento di stato, con il conseguente fiorire di una nuova forma politico-giuridica. Da questo vuoto escono fuori figure, forme e cosmi, grazie all’intervento di una mente superiore ordinatrice (demiurgo, dio creatore) che immette la luce in questo abisso. La tradizione cristiana ci insegna che Dio ha proiettato la luce dentro il caos ingenerato originale, rendendo visibile i cosmi e creando ordine. La confusione odierna è dovuta ad un vuoto che si è aperto e che minaccia di inghiottirci, perché abbiamo cancellato il passato e il futuro, e abbiamo dimenticato il sistema dei valori. Se vedessimo, invece, questo caos come occasione per fare un salto, un passo in avanti verso un nuovo status, allora costruiremmo sistemi, gerarchie etiche necessarie per la vita e nuovi paradigmi costitutivi.
