Territorio
“Custodisco la memoria di chi ha pregato”: a Rende 40 anni di devozione nella collezione di Fra Luigi
C’è una cicatrice sulla gamba di Fra Luigi Adriano Luca La Rocca, un frate minore di origini nissene da quasi nove anni in Calabria. Non è un semplice segno del tempo, ma il simbolo di una missione: salvare la memoria popolare dall’oblio. Se l’è procurata anni fa tagliandosi con il vetro di una bottiglia di birra mentre rovistava nella discarica comunale. Lì dentro, buttata via dai parenti dopo la morte di un’anziana signora, si nascondeva una scatola preziosissima piena di antiche cromolitografie sacre. “Il mio scopo è la conservazione”, racconta Fra Luigi con gli occhi che brillano. “Voglio custodire la memoria di chi ha posseduto queste immagini. Dietro ogni santino c’è storia, cultura, devozione. C’è gente che ha pregato, che ci ha pianto lacrime. Tu poi le prendi e le vai a bruciare o buttare? Non potevo permetterlo”. È con questo spirito che nasce “Le immagini raccontano – Un percorso tra pace, preghiera e devozione”, la mostra inaugurata lo scorso 14 marzo presso la chiesa giubilare della Parrocchia di Sant’Antonio a Rende. L’evento, inserito nelle celebrazioni per l’ottavo centenario del Transito di San Francesco d’Assisi (1226-2026), non è una semplice esposizione, ma un vero e proprio viaggio nell’anima di una comunità. La rassegna rendese, come specifica Fra Luigi, è dedicata al suo caro amico Giovanni, anche lui collezionista. Tutto ha avuto inizio nel dicembre del 1986. Fra Luigi riceve in dono una scatola di immaginette. Girandole, nota che sul retro portano tutte lo stesso timbro: “A. Giunta”. Quel dettaglio, quel segno di un’appartenenza tangibile, fa scattare la scintilla. Nel 1992, nel suo paese natale in provincia di Caltanissetta, organizza la sua prima piccola mostra con circa 5.000 pezzi. Oggi, a quarant’anni di distanza da quel primo seme, la collezione ha raggiunto numeri impressionanti: ben 379.000 santini, catalogati minuziosamente in 148 immensi album divisi per temi, dai titoli mariani all’ordine alfabetico dei Santi. La passione di Fra Luigi per il recupero di questi frammenti di fede lo ha spinto a vivere avventure quasi rocambolesche. Memorabile l’episodio in cui, pur di recuperare alcune vecchie immagini in una casa abbandonata e mezza diroccata, rimase intrappolato e salvato da una vicina. Un impegno ripagato dalla bellezza dei pezzi recuperati. L’archivio del frate è un compendio di storia dell’arte della stampa: si va dalle preziose e coloratissime cromolitografie, passando per i delicati canivet (le immaginette fustellate e intagliate come trine, un tempo realizzate dalle suore di clausura), fino ad arrivare alle particolarissime “immagini a specchio”. La peculiarità della mostra di Rende è la sua natura dinamica: le teche, infatti, non mostreranno sempre le stesse immagini, ma rinnoveranno il loro contenuto seguendo il calendario liturgico e le principali devozioni. In questi giorni, e fino al 25 marzo, i visitatori possono ammirare la preziosa selezione dedicata a San Giuseppe. Subito dopo, in concomitanza con l’avvicinarsi della Pasqua, dal 28 marzo al 12 aprile l’esposizione si concentrerà sui misteri della Passione e Risurrezione. Il cammino spirituale proseguirà poi nel segno dei grandi santi: dal 15 al 22 aprile sarà il turno del patrono calabrese San Francesco di Paola, per poi cedere il passo, dal 24 aprile al 10 maggio, a San Francesco d’Assisi. Il mese mariano sarà celebrato dal 13 al 27 maggio con una suggestiva rassegna sui vari titoli della Vergine Maria. Avvicinandosi all’estate, le teche ospiteranno Sant’Antonio da Padova dal 30 maggio al 14 giugno, per poi chiudere questa prima fase con San Giovanni Battista, dal 17 al 25 giugno. Un viaggio che, come svelato con entusiasmo dallo stesso Fra Luigi, non si esaurirà in estate: il percorso riprenderà infatti in autunno, arricchendosi di ulteriori e inediti capitoli dedicati a Santa Rita e a nuove esposizioni sul Poverello di Assisi. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza una profonda rete di solidarietà cittadina. L’evento ha visto infatti l’instancabile lavoro dei volontari della parrocchia per l’allestimento, la generosa collaborazione dei Frati Minimi del Santuario di Paola (che hanno prestato le teche espositive) e il supporto dell’artigianato locale. Per i visitatori l’ingresso è libero tutti i giorni (8:30-12:30 e 16:30-20:00), con possibilità di visite guidate per gruppi e scuole. In un’epoca in cui tutto è digitale e riproducibile all’infinito, l’opera di Fra Luigi assume un significato che va ben oltre il semplice collezionismo antiquario. Camminare tra queste teche significa sfogliare un diario intimo dell’umanità: “Mi ricordo di chi mi ha regalato queste immagini, e sento il dovere di pregare per loro”, confida il frate alla fine del suo racconto.
Massimiliano Graniti
