Città
I robot umanoidi entrano in corsia
L’ospedale Annunziata di Cosenza è il primo in Italia ad adottare l’uso di questi strumenti
Robot umanoidi a supporto della sanità. Si è aperta una nuova era per l’ospedale An nunziata di Cosenza. Sono stati presentati venerdì in conferenza stampa i tre robot OSS dedicati all’igiene del paziente, progettati per suppor tare il personale sanitario nelle attività assistenziali all’interno dell’area di Emergenza-Urgenza. Orgoglioso il direttore generale Vitaliano De Salazar: “L’Annunziata è in un cammino costante e inarrestabile, oggi siamo davanti alla sanità applicata, quella vera, di cui tutti parliamo: la sanità digi tale. Questi tre robot servono all’abbattimento delle infezioni ospedaliere, ad alleggerire il lavoro degli operatori socio sanitari e a migliorare la qua lità delle cure”. Migliorare la qualità delle cure, aumentare la sicurezza dei pazienti e alleggerire il lavoro degli operatori socio-sanitari. A piccoli passi, così Cosenza si fa spa zio nel panorama nazionale. E primeggia: “Ci tengo a dire che questo è il primo ospe dale ad estensione nazionale che adotta questi robot, come attesta anche un certificato rilasciato dalla casa madre. È stata una sfida, una visione, un onore per la Calabria da cui parte questa innovazione che creerà sicuramente competizione a livello nazionale. Scommetto sin da subito che tra 3-4 mesi tutti gli ospedali italiani si doteranno di questi robot”, sottolinea il dg dell’o spedale De Salazar. Da un mese i robot operano nei re parti di Rianimazione, Medicina d’urgenza e Pronto soc corso. Il deus ex machina è il dottore Andrea Bruni, diretto re del reparto di Rianimazione, che il direttore De Salazar ha soprannominato simpaticamente ‘Harry Potter sanitario’: “L’dea nasce dal fatto che le infezioni ospedaliere rappresentano ormai un problema emergente. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che nel 2050 le infezioni faranno più vittime di quelle che fanno adesso le malattie tumorali, quindi abbiamo ritenuto opportuno dotarci di una tecnologia che ha portato gli operatori sanitari a combatte re le infezioni ospedaliere”, ha spiegato Bruni. L’introduzione di queste tecnologie innovati ve rappresenta un importante passo avanti nel percorso di modernizzazione dei servizi sanitari, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’assistenza, la continuità operativa, garantire standard igienici an cora più elevati e supportare il lavoro quotidiano degli operatori sanitari. Camice e stetoscopio stampati sul petto, non manca neppure il tesserino. I robot umanoidi si muovo no tra le corsie dell’ospedale e aiutano i colleghi umani: “I robot non sostituiscono gli Oss, sono uno strumento che li aiuta ad effettuare tutte le operazioni di nursing dei pazienti seguendo dei protocolli rigidi che fanno sì che non si propaghino le infezioni tra un paziente e l’altro. Abbiamo già avviato degli studi in Pronto Soccorso e nelle Terapia intensiva per valutare la loro efficacia nel contrasto alle infezioni ospedaliere. C’è già molta letteratura a riguardo che ne dimostra l’efficacia”. Un investimento complessivo di centotrentanovemila euro l’anno è il costo del fitto. Michelina, Poldo e Olivia, così il personale sanitario ha chiamato i tre professionisti che supportano il personale sanitario facendo in modo che “le cure igieniche vengano eseguite attraverso dei protocolli sanitari che sono stati adottati dalla direzione medica di presidio”. Dotati di intelligenza artificiale, i robot fanno il giro dei pazienti insieme agli operatori dettando i tempi e le regole per eseguire tutta l’assistenza sanitaria (la stima è di un paziente ogni venti minuti), quindi “non è solo l’igiene dei pazienti, ma anche la cura degli accessi vascolari, dei cateteri, di tutti quei presidi che spesso sono la causa di infezioni correlate all’assistenza che rappresentano un problema emergente in sanità pubblica”, prosegue Bruni. Opera tori formati attraverso il tablet guidano i robot che hanno la mappatura del reparto e dei pazienti. Si spostano da un letto all’altro fornendo cure cuci te sartorialmente. Un carrello per il trasporto dei dispositivi di protezione individuale e dei detergenti per l’igiene dei pazienti, serbatoi interni autori scaldanti che erogano acqua ad una temperatura che varia in base al tipo di pelle di ogni paziente, uno spruzzino gesti to dall’operatore, il tutto guidato dall’intelligenza artificiale che indica persino la quantità di detergente da utilizzare per l’igiene. Un monitor che dà le indicazioni, gli operatori grazie agli occhiali smart con realtà aumentata comunicano in tempo reale con il sistema. Ogni trattamento viene eseguito seguendo una scaletta, ogni dato viene raccolto e analizzato per prevenire e controllare le eventuali infezioni. La macchina raccoglie i dati di ogni trattamento e li immagazzina nel database: “Il robot tiene traccia di tutto quello che viene eseguito sul paziente in materia di cura- dagli accessi vascolari alle medicazioni-. A fine mattinata abbiamo il report dell’igiene fatta al paziente. Se ci dovesse essere un contenzioso medico- legale noi abbiamo la scheda del paziente in quel la giornata, conclude. L’efficacia del sistema è provata, i pazienti i pazienti sono soddisfatti. L’innovazione non sostituisce l’uomo: gli dà un supporto concreto alleggerendo il carico di lavoro e garantisce al contempo un alto livello di assistenza ad ogni paziente. Prosegue il potenziamento dell’offerta sanitaria, la tecno logia e l’intelligenza artificiale traghettano l’ospedale di Co senza nella sanità del futuro. L’innovazione non sostituisce l’uomo: gli dà un supporto concreto alleggerendo il carico di lavoro e garantisce al contempo un alto livello di assistenza ad ogni paziente.
