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Torna a parlare Eugenio Guarascio
Nel momento più delicato della stagione sportiva, con i play-off ormai alle porte, il clima intorno al Cosenza Calcio si fa ancora più rovente. Attraverso una lettera aperta dai toni duri e accorati, il presidente Eugenio Guarascio rompe il silenzio per rispondere al fronte compatto che, nelle ultime settimane, si è schierato contro la sua gestione. Una nota che arriva in un contesto di estrema tensione, segnato dalle contestazioni della tifoseria e dalle recenti pressioni istituzionali riguardanti l’uso dello stadio “San Vito-Marulla”.Guarascio non usa giri di parole e definisce “inverosimile” quanto sta accadendo intorno alla società.
Il patron respinge con forza le accuse di voler ostacolare l’ingresso di nuovi investitori, parlando di proposte di subentro avanzate da facoltosi imprenditori che, a suo dire, sarebbero esistite finora “solo a parole”. «Si è creato un fronte compatto contro la mia persona», scrive il presidente, sottolineando come si stia perdendo di vista il valore tecnico di una squadra e di un allenatore che stanno disputando un campionato di alto livello con prospettive superlative. Secondo Guarascio, la mancanza di supporto fisico allo stadio, con spalti puntualmente vuoti, è il segnale di una “questione quasi patologica” che rischia di compromettere l’obiettivo finale: la promozione.
Un passaggio cruciale della lettera riguarda il rapporto con Palazzo dei Bruzi. Il presidente definisce “allarmante” la possibilità, paventata dal Comune, di non concedere l’utilizzo dell’impianto al Cosenza Calcio, ricordando che il rapporto concessorio è oneroso e non gratuito. Il messaggio alla città è un invito alla tregua armata: «Tutti dovremmo essere compatti e fare gruppo intorno alla squadra e poi sviluppare i temi di contrasto in sedi diverse dallo stadio». Guarascio lamenta la solitudine di chi sostiene un impegno economico rilevante, trovandosi però a essere il bersaglio di critiche sol perché contrario a richieste definite “campate in aria”.La chiusura della lettera apre a uno scenario atteso da gran parte della piazza, pur con una condizione ferma: «Finiamo questo campionato e poi tiriamo le somme. Se qualcuno vuole seriamente subentrare, io sono pronto a cedere. Non cederò mai a ricatti, però». Parole che rimandano ogni decisione al termine della stagione agonistica.
Vincenzo Romano
