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“Aprite le porte. Dalle miniere di pietra al Vaticano”

E' il titolo dell’opera pop ci riporta alle parole pronunciate da Papa Giovanni Paolo II

“Aprite le porte. Dalle miniere di pietra al Vaticano”
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Debutta il 17 e 18 giugno 2016 al Teatro Rendano di Cosenza, “Aprite le porte. Dalle miniere di pietra al Vaticano”, un’opera pop in due atti che racconta la storia di Karol Wojtyla. Ideata e scritta da Francesco Vallone (testi e musiche), Fausto Licciardone (orchestrazioni e videoproiezioni) e Paolo Gagliardi (coreografie) con la regia di “Teatr-anti”. Una produzione dell’associazione comunità “Regina Pacis”, lo spettacolo ha come protagonista l’uomo che diverrà Papa Giovanni Paolo II, che, con la sua esistenza, ha ispirato la vita di altri uomini, ha plasmato l’umanità con il suo unico e personale modo di affrontare la sua missione nel mondo e nella chiesa Cattolica.

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Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo”, il titolo dell’opera pop ci riporta alle parole pronunciate da Papa Giovanni Paolo II, durante l’omelia per l’inizio del Pontificato. Giovanni Paolo II, il Papa che ha cambiato gli uomini, un uomo sul quale è stato detto tanto, e che nessuno deve dimenticare. E’ attraverso il teatro che il regista Francesco Vallone sceglie di avvicinare i giovani e la città di Cosenza alla figura di Karol Wojtyla, nella storia della Chiesa e in quella della sua epoca. Un uomo, Karol Wojtyla, che ha dato prova di straordinaria capacità educativa e creatività pastorale e culturale; che ha saputo penetrare l'inquietudine del cuore dei giovani ed entrare in profonda sintonia con loro.

Tutti ricordiamo ancora le sue mani al cielo, malgrado la piega del morbo di Parkinson, durante la Giornata mondiale della gioventù. La musica e la danza, come allora, fanno da protagonista nello spettacolo Aprite le porte, dove i ragazzi protagonisti hanno abbracciato, ci dice il regista, questo percorso con entusiasmo e voglia di fare. E’ il teatro a raccontare i volti, i personaggi, la lotta tra il bene e il male; il linguaggio del corpo, e del non detto rivive attraverso i ballerini. Anche la locandina, innovativa e del tutto contemporanea scelta per l’evento, fa intuire il tipo di spettacolo che andremo ad assistere. Un Papa girato di spalle con piccone che si aggira per la città. Un Papa, che dalle miniere arriva al Vaticano. Un uomo che cammina con gli altri, e gli altri sono insieme a lui sul palcoscenico della vita.

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