Attualità
Salute e sicurezza sul lavoro: Frascheri (Fondo Vittime amianto), “mettere in campo ogni sforzo per eliminare ogni rischio”
“Il 28 aprile deve essere un momento corale per riaffermare con forza l’urgenza di mettere in campo – senza eccezioni – ogni azione, impegno e sforzo necessari a eliminare qualsiasi forma di rischio a cui i lavoratori sono esposti”. Lo sottolinea Cinzia Frascheri, presidente del Comitato Fondo Vittime amianto, in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro e Giornata mondiale delle vittime dell’amianto. “Non esistono rischi del passato né rischi nuovi – prosegue Frascheri – esistono solo rischi specifici da prevenire, per i quali occorre attivare tutte le tutele adeguate e le misure di intervento più efficaci. Il rischio amianto ne è una triste sintesi: un rischio attuale che porta con sé una drammatica eredità. Se il 1992 ha segnato una svolta decisiva – con il divieto di estrazione, importazione, utilizzo e commercializzazione dell’amianto e dei prodotti che lo contengono – oggi non basta fronteggiare i rischi legati all’amianto ancora presente in molti ambienti di vita e di lavoro. Bisogna anche proteggere chi continua a essere esposto attraverso il lavoro, la convivenza familiare o l’ambiente in cui vive, spesso senza saperlo o, peggio, senza che gli venga detto”.
“A chi oggi combatte la dura battaglia contro le patologie correlate all’amianto – circa 10mila nuovi casi ogni anno – deve essere garantito nell’immediato il massimo sostegno, a partire dalle prestazioni sanitarie. Al tempo stesso, ogni sforzo deve essere orientato a scongiurare un rischio di ritorno e a evitare che in futuro si contino nuove vittime di un pericolo su cui non esistono più dubbi: né sulla sua pericolosità, né sulle forme di prevenzione e tutela disponibili”. “Come Comitato Fondo Vittime amianto – conclude Frascheri – tutte le nostre energie sono e saranno dedicate a rendere meno gravoso il percorso di vita di chi soffre per gli effetti dell’amianto: sia per le vittime sia per i loro familiari. Perché nessuno dovrebbe più perdere la propria salute, il bene più prezioso che abbiamo, né per esposizione diretta, né per il dolore di stare accanto a chi soffre o di affrontarne la perdita”.
