Vulnerabilità geologica nel Savuto, l’importanza del geologo comunale

Le immagini che arrivano dalla città di Niscemi, dove l’ennesima frana ha ferito il territorio, sono la cronaca di un disastro annunciato e rappresentano l’ennesimo momento di riflessione. Quella ferita aperta nel cuore della Sicilia riaccende con forza la tematica, quindi, l’urgenza di dotare di un geologo ogni struttura comunale. A lanciare l’allarme è la geologa Carmela Salvino, che definisce questa figura quantomeno “essenziale” per una reale transizione verso la sicurezza. Non si tratta di un lusso burocratico, di un nuovo dipendente dell’ufficio tecnico, ma di una sentinella del territorio capace di monitorare, prevenire e, soprattutto, indirizzare gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico prima che sia troppo tardi. “La Valle del Savuto non è scevra dal rischio – sottolinea con fermezza Salvino. Il nostro territorio, nel corso degli anni, ha mostrato diverse fragilità. Un esempio emblematico che ancora scuote la memoria collettiva è la frana che ha interessato la strada di collegamento tra Rogliano e Parenti. Quell’evento ha segnato l’area, condizionando la mobilità e la vita quotidiana della popolazione per lungo tempo. Un’attenta analisi di monitoraggio e la capacità di intercettare i giusti finanziamenti per porre in sicurezza il territorio avrebbero certamente mitigato, se non evitato, il problema”. Secondo l’esperta, la chiave del futuro risiede nella capacità di non farsi trovare impreparati. Un passo significativo in questa direzione è stato recentemente compiuto dall’Ordine dei Geologi della Calabria, che ha siglato un accordo strategico con la Giunta Regionale. Un’intesa approvata all’unanimità che mira a blindare il territorio attraverso tre pilastri fondamentali: la difesa del suolo, la gestione ottimale delle risorse idriche e la prevenzione scientifica dei rischi naturali. “Questo patto – precisa Salvino – è fondamentale per proteggere la nostra terra e pianificare il futuro con rigore scientifico”. Dalla sinergia tra istituzioni e professionisti può finalmente nascere una Calabria più forte e resiliente. Tuttavia, affinché queste direttive regionali diventino realtà operative è necessario che i Comuni facciano la propria parte, integrando negli organici quelle competenze tecniche necessarie a leggere i segnali della terra. Il fango di Niscemi e i detriti della strada Rogliano-Parenti ci insegnano la stessa lezione: la natura non aspetta i tempi della politica. La sicurezza dei cittadini passa inevitabilmente dalla prevenzione e dalla presenza costante di esperti sul campo. È tempo che la figura del geologo comunale non sia più un’eccezione, ma la regola per la tutela del nostro futuro.