Attualità
Una tecnologia per la pace
Per fare l’anno che sta iniziando abbiamo a disposizione una delle tecnologie più potenti della storia. Riusciremo a costruirla e utilizzarla per la pace?
Il messaggio di papa Leone per il 1° gennaio, Giornata per la Pace, merita di essere letto. Anche e soprattutto per il paragrafo dedicato all’intelligenza artificiale:
Constatiamo come l’ulteriore avanzamento tecnologico e l’applicazione in ambito militare delle intelligenze artificiali abbiano radicalizzato la tragicità dei conflitti armati. Si va persino delineando un processo di deresponsabilizzazione dei leader politici e militari, a motivo del crescente “delegare” alle macchine decisioni riguardanti la vita e la morte di persone umane. È una spirale distruttiva, senza precedenti, dell’umanesimo giuridico e filosofico su cui poggia e da cui è custodita qualsiasi civiltà. Occorre denunciare le enormi concentrazioni di interessi economici e finanziari privati che vanno sospingendo gli Stati in questa direzione; ma ciò non basta, se contemporaneamente non viene favorito il risveglio delle coscienze e del pensiero critico.
Tre sono i punti da sottolineare.
Il primo è una costatazione tanto scontata quanto dolorosa: lo sviluppo dell’intelligenza artificiale contribuisce a rendere le guerre più tragiche. Niente di nuovo sotto il sole: qualunque scoperta tecnologica nella storia dell’umanità è stata anzitutto utilizzate per uccidere altre persone. Sembra che non impariamo nulla, che non c’è verso di cambiare, che non riusciamo a pensare di poter utilizzare il nostro ingegno per altro. Nell’anno appena concluso l’umanità ha speso 2,7 trilioni di dollari in armi, come il PIL dell’intero continente africano. Quasi certamente – purtroppo – nel 2026 aumenteranno, anche e soprattutto agli investimenti militari nel campo dell’IA.
La seconda osservazione del Papa coglie invece una novità tipica dell’intelligenza artificiale applicata alla guerra: la possibilità di progettare e realizzare armi sempre più autonome. Il dibattito su questo tipo di armamenti è ampio e complesso. Il Pontefice coglie un punto decisivo: la deresponsabilizzazione. Facciamo la guerra e, al contempo, vogliamo lavarcene le mani. La guerra fa schifo, ma invece di trovare al tre vie, abbiamo inventato macchine che fanno il lavoro sporco al nostro posto. Macchine che decidono della vita e della morte: la distruzione della civiltà. Per di più sostenuta da logiche economiche che, su questo sviluppo della tecnologia bellica, generano immense quantità di potere e di denaro in mano a pochi soggetti privati.
Davanti a questo scenario – è la terza osservazione del Papa – siamo chiamati a risvegliare coscienze e pensiero critico. Ancora una volta lo sviluppo della tecnologia, in questo caso applicato all’industria bellica, ci chiede di essere uomini: di ragionare, di riflettere, di prendere decisioni, di assumerci le nostre responsabilità. Possiamo dissentire dalla narrativa sulla guerra che sembra ineluttabile; possiamo tentare di uscire da letture che sembrano metterci all’angolo; possiamo e dobbiamo assumerci la responsabilità di un pensiero diverso, più profondo, capace di offrire soluzioni nuove e giuste.
Papa Leone ha richiamato questo punto anche nella sua omelia del primo giorno dell’anno:
Così, all’inizio del nuovo anno, la Liturgia ci ricorda che ogni giorno può essere, per ciascuno di noi, l’inizio di una vita nuova, grazie all’amore generoso di Dio, alla sua misericordia e alla risposta della nostra libertà. Ed è bello pensare in questo modo all’anno che inizia: come a un cammino aperto, da scoprire, in cui avventurarci, per grazia, liberi e portatori di libertà, perdonati e dispensatori di perdono, fiduciosi nella vicinanza e nella bontà del Signore che sempre ci accompagna.
Gianni Rodari, nella filastrocca tutt’altro che infantile intitolata L’anno nuovo, scriveva saggiamente:
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno!
Per fare l’anno che sta iniziando abbiamo a disposizione una delle tecnologie più potenti della storia. Riusciremo a costruirla e utilizzarla per la pace?
Andrea Ciucci – Agensir
