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Strage a Crans-Montana, ancora dispersi i 6 italiani. Procuratrice Pilloud: “C’era uscita di sicurezza”
Al momento non c’è nessuna ipotesi di reato e non ci sono indagati per il rogo scoppiato la notte di San Silvestro nel bar “Le Constellation”, a Crans-Montana in Svizzera. L’ha dichiarato Beatrice Pilloud, procuratrice generale del Canton Vallese, in un’intervista rilasciata alla tv svizzera Rts, confermando la presenza di un’uscita di sicurezza nel locale. La Procura, tuttavia, ha aperto un fascicolo e parla di omicidio e lesioni colpose. Il coinvolgimento di una o più persone, colpevoli di aver commesso degli errori risultati fatali, è qualcosa che dovrà essere accertata col tempo, e solo in quel caso si potrà parlare di “omicidio per negligenza” o di “incendio per negligenza”. Ad oggi sui proprietari del bar, i francesi Jacques e Jessica Moretti, non gravano misure coercitive perché ritenuti innocenti. I due, già sentiti dalle autorità in qualità di “persone informate sui fatti”, hanno spiegato che il locale rispettava le misure di sicurezza. Le autorità svizzere hanno contato 40 morti, mentre la Farnesina ne ha contato 47, e oltre 100 feriti. I feriti italiani sono 13, 6 i disperi, tutti giovanissimi. Alcuni feriti sono stati ricoverati in ospedali di diversi paesi, almeno sette in Italia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha incontrato i familiari dei connazionali coinvolti nell’incendio, offrendo loro la sua disponibilità nel fornire notizie, e assicurando un lavoro continuo e costante sul posto da parte del consolato e dell’ambasciata. Tra gli italiani dispersi vi sono il golfista diciassettenne Emanuele Galeppini, originario di Genova e da qualche anno residente a Dubai, il sedicenne bolognese Giovanni Tamburi, il sedicenne milanese Achille Osvaldo Giovanni Barosi, Giuliano Biasini, il romano Carlo Minghetti e Sofia Prosperi. È giunta invece la notizia del decesso di Chiara Costanzo.
