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Sport invernali. A Roma la disciplina del fondo calabrese dialoga con la politica
Segnali positivi sono emersi dall’incontro che si è tenuto giorni fa a Roma, alla Camera dei Deputati, per l’iniziativa Itinerario di Convivenza – Il NOI dello Sci di Fondo, del Centro Sud Italia promossa da Arturo Como, componente della Commissione Nazionale FISI per lo Sci di Fondo, che ha visto l’adesione di tutti i comitati federali del Centro Sud, fra i quali anche il Comitato Calabro Lucano, rappresentato a Roma dal presidente Salvatore Loria, dal Responsabile regionale del Fondo Pino Mirarchi, dal consigliere tecnico Isabella Salamone e dai consiglieri Maria Vincenza Forte (Sci Club Rotonda), Antonio Tiano (Sci Club Montenero) e dal presidente dello Sci Club Terranova di Pollino Giovanni Izzi.Scopo dell’incontro, che ha visto l’adesione di personalità del mondo politico e istituzionale soprattutto del Centro Italia – nello specifico il senatore Guido Liris e i deputati Nazario Pagano e Guerino Testa – è stato quello di portare al tavolo di discussione le problematiche che la disciplina dello sci nordico si trova ad affrontare a causa dei cambiamenti climatici e della carenza di infrastrutture, che penalizzano fortemente le aree di Abruzzo, Molise, Lazio, Sardegna, Calabria, Basilicata e Sicilia, che proprio per questo hanno inteso sostenere il progetto di Como di sensibilizzazione insito nell’iniziativa.In qualità di consigliere nazionale della Federazione è intervenuta anche Bianca Zupi, ricordando il ruolo decisivo della Federazione per lo sport agonistico e i valori connessi alla pratica sportiva: “Sport è inclusione, gli eventi servono a portare gli atleti e chi li segue dentro il cuore del nostro patrimonio culturale-storico, si pensi alle gare di discipline estive, disputate all’interno del Colosseo. Lo Sci di Fondo merita di recuperare la dignità che ha sempre avuto, è rintracciabile sin dal 6000 A.C. Le stazioni sciistiche per essere complete ed efficienti hanno bisogno di impianti. Non si può restare alle dotazioni di qualche battipista, questo è un non rispettare gli atleti e tutti i loro preparatori”.
