Sila Tre Vette compie 10 anni. Intervista a Pippo Guzzo

Sila Tre Vette raggiunge l’importante traguardo della decima edizione. Un evento che nel tempo è passato dall’essere una suggestione astratta a un progetto tangibile e consolidato per il territorio.

Abbiamo incontrato Pippo Guzzo (con lui collabora fattivamente Mara Carchidi) per fare il punto su questo decennale e sulle sfide tecniche di quest’anno.

Che emozione si prova a raggiungere i 10 anni della Sila Tre Vette e quanto lavoro c’è dietro questo traguardo?

L’emozione è quella di veder consolidato un sogno astratto che si trasforma in un progetto tangibile. Non è un risultato che percepisco io, ma è un riconoscimento che ti danno gli altri. Si tratta di un percorso fatto di progettazione, affinamento dei dettagli e costruzione sugli errori commessi. Dieci anni sono un pezzo di storia che dimostra come un progetto concreto possa dare benefici a un territorio. L’emozione vera, però, non la avverti durante l’organizzazione perché la stanchezza è tanta e la mente è satura di informazioni; penso che la percepirò sabato sera, quando taglieremo il traguardo davanti a tanti amici.

In questa stagione avete registrato nuovi iscritti, molti dei quali provenienti dall’estero. Qual è il target di questa edizione? 

Quest’anno abbiamo iscritti da Svizzera e Inghilterra, oltre ovviamente all’Italia. L’80% del target proviene da fuori Calabria. Questo dimostra che la Sila non è attiva solo per la gita fuori porta della domenica, ma attrae persone che vengono qui perché esiste un evento credibile che valorizza il territorio. Il fatto che un atleta scelga di percorrere 1.500 chilometri di autostrada partendo dal Nord Italia, attraversando molte altre località montane importanti per raggiungere Camigliatello, conferma che la nostra destinazione è ormai molto chiara.

La competizione della 260 km si preannuncia impegnativa: qual è la situazione neve sulle vette quest’anno?

Sulle vette abbiamo un innevamento tra un metro e mezzo e i due metri. La notte le temperature sono basse e la neve si è già trasformata da fiocco a ghiaccio, garantendo una buona tenuta. Questa settimana l’alta pressione assicurerà belle giornate e un clima gradevole per divertirsi. Tecnicamente la notte il percorso sarà più veloce perché la neve tiene, mentre di giorno cederà rendendo il cammino più lento. In ogni caso, il paesaggio che gli atleti vedranno ripagherà ampiamente lo sforzo.

Cosa si aspetta, in definitiva, da questa decima edizione? 

Voglio vivermi tutti i passaggi senza anticipare nulla per non rischiare di perdermi i momenti salienti. L’obiettivo è vedere completato questo servizio per il territorio e godersi il rientro al traguardo dei partecipanti.

Vincenzo Romano