Sanità. La sfida del presidente Occhiuto tra più medici e taxi sanitari

“Stiamo sviluppando una serie di attività che spero siano cantierate nei prossimi mesi utilizzando il Fondo Sociale Europeo. Grazie alla Corte Costituzionale abbiamo liberalizzato il mercato degli NCC, l’idea sulla quale stiamo lavorando, spero possa diventare operativa prima dell’estate, è quella del taxi sanitario che accompagna l’anziano a fare la visita e poi lo riporta a casa.  La nostra idea è quella di far pagare una piccola quota al cittadino, il resto pagato col Fondo Sociale Europeo. Cerchiamo di fare cose che magari possono essere reputate antieconomiche, però rappresentano un investimento, perché ci fanno smaltire il sistema delle liste d’attesa e ci danno la possibilità di utilizzare altri fondi fuori dal perimetro della sanità per realizzare i bisogni di salute dei cittadini”. Ad annunciarlo è il presidente della Regione Roberto Occhiuto. Il governatore e presidente ad acta della sanità calabrese è intervenuto nel corso della presentazione del volume scritto da Luca Antonini e Stefano Zamagni, ‘Pensare la sanità. Terapie per la sanità malata’, che è stato presentato ieri presso Palazzo Arnone a Cosenza. Una concreta possibilità per consentire agli anziani che hanno difficoltà a spostarsi da casa per andare in un ambulatorio distante da casa per sottoporsi alle cure. L’obiettivo è duplice- snellire le lunghe liste di attesa e al contempo garantire l’accesso alle cure- ma non è il solo. Altro nodo cruciale è il reclutamento di personale sanitario: “Abbiamo pubblicato un bando per il reclutamento di 389 infermieri, a distanza di qualche giorno hanno risposto in 800”, spiega il governatore, che poi aggiunge: “In questo Paese quando si parla di sanità spesso si parla solo della necessità di destinare maggiori, un’argomentazione valida, ma si parla solo di risorse e quasi mai di riforme, bisogna avere il coraggio di riformare il sistema. Io sono il primo ad essere cosciente che in Calabria c’è ancora moltissimo da fare”. Tanto da fare c’è sul fronte camici bianchi. La Regione sta portando avanti una campagna di reclutamento per far fronte alla carenza di medici. “Ho proposto alla Conferenza delle Regioni di pagare di più quei medici che vogliono venire a lavorare nelle zone disagiate, per me le zone disagiate sono zone dove è più complicato lavorare, ho detto: perché non li paghiamo di più? Abbiamo emanato un bando per reclutare medici pronti a lavorare in Calabria. Hanno risposto 53 medici calabresi che lavorano in altre regioni e si sono detti disponibili a ritornare; hanno risposto anche più di 100 medici stranieri, perché abbiamo detto loro che gli diamo la possibilità di avere un quid oltre lo stipendio”, ha spiegato il presidente. Incentivi significativi per una mission importante: rendere la Calabria una meta più attrattiva per i professionisti della sanità. Un modello da esportare: “Se si facesse a livello nazionale, si renderebbe più attrattivo il lavoro in Italia. Molti giovani scelgono di andare a lavorare in sistemi sanitari raccontati come più efficienti, ma che tanto efficienti non sono, però guadagnano di più. Questa è una delle cose che andrebbe fatta, senza investimenti importanti, fra 10, 15, 20 anni il sistema sanitario pubblico rischia di collassare”.