Restauro della Grotta della Natività

Avviati i lavori di recupero e di consolidamento di uno dei siti cristiani più importanti al mondo

Il Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa, con la collaborazione fraterna del Patriarcato armeno-ortodosso e il sostegno della presidenza dello Stato di Palestina, hanno annunciato l’avvio dei lavori di ristrutturazione all’interno della Grotta della Natività a Betlemme. Questi interventi rappresentano un momento di speranza per la Terra Santa, martoriata da troppo tempo da una guerra insensata. Sono stati affidati, ancora una volta, alla Piacenti Spa di Prato, l’azienda specializzata in conservazione del patrimonio storico, artistico, monumentale e archeologico che, negli ultimi anni, si è occupata delle procedure di restauro della Basilica della Natività, nell’ambito del progetto “Bethlem Reborn” avviato nel 2013, e finalizzato al recupero di un autentico gioiello architettonico, cuore della cristianità da cui derivano le radici della cultura occidentale. La scelta è stata dettata dalla volontà di assicurare una continuità delle operazioni di ripristino, nel rispetto delle norme architettoniche e della sensibilità artistica, e secondo le regole dello status quo che vige sui luoghi santi. I lavori, tutelati dal decreto presidenziale sul restauro del sito del 2024, prevedono una serie di operazioni nella Grotta, sulla roccia nuda, sui pavimenti marmorei, sulle colonne, sulle decorazioni e sulla stella che, secondo la tradizione cristiana, indica il punto dove nacque Gesù, tutte sezioni che saranno soggette a smontaggio, ripulitura e rimontaggio. Saranno anche consolidate, tecnicamente, varie sezioni adiacenti, e si metterà mano agli ambienti ipogei, puntando alla messa in sicurezza e al consolidamento della volta e della roccia calcarenitica, su cui si riversa il peso del transetto della basilica sovrastante. Sarà rifatto anche l’impianto elettrico, al fine di ridurre il problema degli incendi. La Grotta continuerà ad essere accessibile durante i lavori di restauro, che saranno svolti prevalentemente tra il pomeriggio e la notte. Non bisogna sottovalutare la portata ecumenica degli interventi, grazie alla collaborazione tra greci-ortodossi e francescani, custodi della Grotta. Le tre comunità convivono per mezzo di regole precise, emanate in epoca ottomana, in base alle quali i tre credi hanno definito, accuratamente, orari per le preghiere, proprietà, aspetti pratici, manutenzione e pulizia dell’edificio di culto. Il nuovo restauro mira a salvaguardare il patrimonio spirituale e storico della Santa Grotta, assicurando la continuità della fede cristiana in quel Dio che si è incarnato per salvare l’umanità, e perpetrando una tradizione religiosa che è memoria viva.