Chiesa
Report Porte Aperte. Oltre 388 milioni di cristiani perseguitati
Salgono a oltre 388 milioni nel mondo (erano 380 nella WWL 2025) i cristiani che sperimentano almeno un livello alto di persecuzione e discriminazione a causa della propria fede: globalmente 1 cristiano ogni 7 è toccato da questo fenomeno, che divisi in macro-aree geografiche diventano: 1 cristiano ogni 5 in Africa; 2 cristiani ogni 5 in Asia e 1 ogni 12 in America Latina.
Di questi oltre 388 milioni, ben 201 milioni sono donne o bambine (i minori di 15 anni si stima siano
intorno ai 110 milioni).
Salgono da 13 a 15 i paesi che mostrano un livello di persecuzione e discriminazione definibile
estremo (segnalati in rosso nella mappa). La Corea del Nord rimane stabile al primo posto: la
tolleranza zero per i cristiani del regime (tra i 50 e i 70 mila rinchiusi nei campi di lavori forzati),
obbliga i cristiani a vivere la fede nel segreto, alimentando il fenomeno della Chiesa underground
o nascosta. Nelle prime 5 posizioni ci sono 3 nazioni fortemente islamiche, come evidenza del fatto che
l’oppressione islamica rimane una delle fonti principali di intolleranza anticristiana: Somalia (2°),
Yemen (3°) e Sudan (4°). L’Eritrea risale al 5° posto, governata da un regime che equipara l’indipendenza religiosa al dissenso politico, confermando quindi la propria nomea di “Corea del Nord dell’Africa”.
Nel 2025, le forze di sicurezza hanno confiscato decine di proprietà di cristiani, tra cui chiese domestiche, scuole, piccole imprese e centri comunitari, accusando le congregazioni di operare “illegalmente” o di essere influenzate da agende straniere. La Siria è la vera sorpresa di quest’anno: il punteggio è salito di 12 unità (da 78 a 90), portando il Paese dal 18° al 6° posto, unico nuovo ingresso nella Top 10. La violenza è aumentata, con 27 cristiani uccisi in un anno e numerosi attacchi e atti vandalici contro le chiese. Cresce ancora il punteggio della Nigeria, stabile al 7° posto, confermandosi la nazione dove si uccidono più cristiani al mondo (3.490): dal 2020 a oggi oltre 25.200 vittime (dati conservativi), con milioni di sfollati e un paese di fatto spezzato a metà tra un sud a maggioranza cristiana più stabile e un nord a maggioranza islamica da anni scosso da violenze, divisi dalla cosiddetta Middle Belt in forte destabilizzazione (vedasi più avanti).
Il Pakistan all’8° posto è stabile nella top 10 da molti anni, con almeno 24 cristiani uccisi per ragioni
legate alla loro fede. La Libia scende al 9° posto: sebbene la pressione sia a livelli estremi in tutte le
sfere della vita dei cristiani, la violenza è diminuita nel periodo in esame. Sono stati attaccati meno
gruppi/incontri di cristiani, poiché gli arresti e le detenzioni dei periodi precedenti hanno costretto i
cristiani ad agire con estrema cautela.
L’Iran vede peggiorare leggermente la situazione (sebbene scenda al 10° posto), a causa di un leggero
aumento della violenza anticristiana. La pressione è rimasta a livelli estremi in quasi tutte le sfere della vita. In Afghanistan peggiora ancora la situazione e lo troviamo all’11° posto: dopo l’avvento dei
Talebani nel 2021, molti cristiani sono stati uccisi, una grossa fetta è fuggita all’estero, mentre una
piccola parte è riuscita a nascondersi e tuttora vive la fede nel segreto. Stabile tra le nazioni con una persecuzione anticristiana definibile estrema troviamo al 12° posto l’India, al 13° posto troviamo l’Arabia Saudita, leggermente in peggioramento. Stabilmente negativa la situazione in Myanmar (14°), da poco entrata tra le nazioni con una persecuzione estrema. Si è registrato un aumento dei cristiani uccisi (ben 99) e del numero di persone detenute (129), mentre sono diminuiti gli attacchi alle chiese. Infine, il Mali al 15° posto, è uno dei 3 paesi con il punteggio massimo nella violenza (16,7), assieme a Nigeria e Sudan. I cristiani fuori Bamako affrontano intimidazioni, sfollamenti forzati, estorsioni e ripetuti attacchi alle chiese e alla vita della comunità.
Nel periodo di riferimento della WORLD WATCH LIST 2026 pubblicata da Porte Aperte, rispetto a quello del 2025:
- Il numero di cristiani uccisi è aumentato da 4.476 casi a 4.849.
- Il numero di chiese o proprietà cristiane pubbliche attaccate con diversi gradi di gravità è
diminuito da 7.679 casi a 3.632. - Il numero di cristiani detenuti e/o condannati a causa della loro fede è rimasto quasi invariato
da 4.744 casi a 4.712. - Il numero di cristiani rapiti è diminuito da 3.775 a 3.302.
- Il numero di attacchi a case, negozi e attività di cristiani è diminuito da 28.368 a 25.794.
- Il numero di cristiani che hanno subito abusi fisici o mentali (comprese percosse e minacce di
morte) è aumentato da 54.780 a 67.843. Questo dato non include l’alto livello di insicurezza e
paura causato dal flusso incessante di attacchi contro i cristiani e le comunità cristiane da parte di
estremisti islamici e altri gruppi religiosi radicali in molti paesi subsahariani e asiatici. - Seppur complessissimo da misurare, stimiamo che il numero di cristiani forzati a lasciare le
proprie case come sfollati interni o come profughi in altri paesi sia salito da circa 209.000 mila
a circa 224.000.
