Provincia, la parola a Caruso e Faragalli

Parola di Vita ha incontrato i due candidati alla presidenza Franz Caruso e Biagio Faragalli

Rotti gli indugi, è partita ufficialmente la campagna elettorale per il rinnovo, il prossimo otto marzo, della presidenza della Provincia di Cosenza. Agli sgoccioli il mandato di Guancarlo Lamensa, esponente del centrodestra e presidente facente funzioni a seguito della rinuncia di Rosaria Succurro che ha preferito dimettersi per il ruolo di consigliere regionale. Due i candidati a contendersi lo scranno del Palazzo in Piazza XV marzo, uno espressione del centrosinistra, il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, l’altro espressione del centrodestra, il sindaco di Montalto Uffugo, Biagio Faragalli. Quattro le liste presentate: Provincia Democratica e Insieme per la Provincia a sostegno di Franz Caruso; Forza Italia Berlusconi e Ad Maiora a sostegno di Biagio Faragalli. Perché candidarsi? Quali gli obiettivi prioritari? Ne abbiamo parlato con i due candidati.

“Ho deciso di candidarmi alla guida della Provincia di Cosenza con spirito di servizio e responsabilità. È una candidatura nata dalla condivisione e dal confronto con tanti sindaci del territorio e con la coalizione del centrosinistra, che hanno ritenuto necessario costruire una proposta unitaria e capace di rappresentare l’intera comunità provinciale. Non è una scelta personale, ma il frutto di un percorso collettivo che mette al centro il bene comune. La Provincia rappresenta un punto di riferimento fondamentale per i Comuni, soprattutto per quelli più piccoli, che spesso hanno bisogno di supporto tecnico, amministrativo e progettuale”. A dirlo è Franz Caruso, il candidato del centrosinistra, che spiega: “Si respira un clima costruttivo e sereno. Il confronto con l’avversario è improntato alla correttezza istituzionale, alla cortesia e al rispetto reciproco, come è giusto che sia. Tuttavia, la realtà non può essere negata: ed è una realtà fatta di debiti che gravano sull’Ente e di un’incapacità amministrativa che si manifesta, sol che si guardi alle condizioni in cui sono stati lasciati i settori di competenza provinciale, dalla viabilità all’edilizia scolastica, fino alla gestione del territorio. Un banco di prova significativo è il maltempo che si è abbattuto nelle ultime settimane e che ha evidenziato ancora una volta la fragilità di un territorio che per anni ha sofferto carenze di programmazione e interventi strutturali insufficienti. È proprio questa consapevolezza a rafforzare il senso della nostra sfida: mettere in campo una guida capace di affrontare le emergenze, ma soprattutto di pianificare con visione e responsabilità, per garantire sicurezza, tutela del territorio e sviluppo duraturo alle nostre comunità”. Se dovesse essere eletto, la Provincia tornerebbe dopo gli anni targati Succurro-Lamensa, entrambi espressione di destra, in mano al centrosinistra. “L’impronta che intendo dare è chiara: una Provincia che torni tra la gente, che ascolti, che coinvolga, che costruisca le scelte insieme ai sindaci, agli amministratori e alle comunità locali. La partecipazione del territorio deve tornare ad essere il cuore dell’azione amministrativa, perché solo così la Provincia può riacquistare dignità, credibilità e ruolo istituzionale. Parliamo del territorio più esteso della Calabria, la provincia di Cosenza, una realtà complessa e articolata che comprende aree interne, fascia tirrenica, ionica e area urbana. Ognuna di queste zone ha peculiarità, potenzialità e criticità diverse: valorizzarne le specificità significa costruire politiche mirate, superando una visione centralistica e mettendo in primo piano le esigenze reali delle comunità. La Provincia deve tornare ad essere la casa dei Comuni, soprattutto dei più piccoli, offrendo supporto tecnico e amministrativo, programmando interventi su viabilità, scuole, ambiente e difesa del suolo con una visione strategica. E deve essere anche un ponte autorevole con la Regione Calabria, capace di interloquire con forza per attrarre risorse, coordinare progetti e garantire che nessun territorio resti indietro”. Gli obiettivi prioritari, anche alla luce di ciò che sta attraversando il territorio, sono chiari: “Gli eventi meteorologici delle ultime settimane hanno dimostrato quanto sia fragile il nostro sistema infrastrutturale. Serve un piano straordinario di manutenzione e prevenzione, con interventi mirati sulla viabilità provinciale, sulla difesa del suolo e sulla mitigazione del rischio idrogeologico. Secondo punto fondamentale è l’edilizia scolastica. Le scuole superiori sono di competenza della Provincia e devono essere sicure, moderne ed efficienti dal punto di vista energetico. Investire sugli edifici scolastici significa investire sui nostri giovani e sul futuro del territorio. Un altro obiettivo prioritario è il risanamento finanziario e il rilancio amministrativo dell’Ente, riportando ordine nei conti. Infine, vogliamo ridare alla Provincia un ruolo di coordinamento e supporto ai Comuni, in particolare ai più piccoli, che spesso non dispongono di personale e competenze adeguate per affrontare bandi e progettazioni complesse. La priorità, in sintesi, è una sola: restituire sicurezza, efficienza e prospettiva a un territorio che ha grandi potenzialità”. L’esperienza maturata come sindaco della città di Cosenza “mi ha messo di fronte ad una delle prove più difficili per un amministratore: affrontare il dissesto finanziario del Comune. È stato un passaggio complesso e delicato, che ha richiesto rigore, responsabilità e scelte anche impopolari, ma necessarie per rimettere in sicurezza i conti dell’Ente e restituire stabilità istituzionale, per come stiamo facendo. Ho sempre sostenuto, infatti, che senza solidità finanziaria non può esserci sviluppo. Risanare significa creare le condizioni per ripartire, programmare e investire con credibilità. Allo stesso tempo, abbiamo lavorato per riorganizzare la macchina amministrativa, avviando bandi di assunzione e percorsi di potenziamento del personale per rendere più efficiente e ordinata la struttura comunale. Dopo anni di blocco e carenze di organico, era indispensabile immettere nuove professionalità, competenze tecniche e amministrative in grado di migliorare la qualità dei servizi e la capacità progettuale dell’Ente. Un altro principio che ho ritenuto fondamentale è stato quello della rotazione degli incarichi e delle imprese, per garantire trasparenza, imparzialità e legalità nell’azione amministrativa. La rotazione rappresenta uno strumento concreto per scongiurare le rendite di posizione, assicurare pari opportunità e rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Governare significa unire rigore e visione: solidità nei conti, organizzazione efficiente, trasparenza nelle procedure e capacità di programmare il futuro. È questo l’approccio che porterò avanti insieme ai tanti sindaci e amministratori che mi stanno affiancando e che con me stanno portando avanti la battaglia elettorale”, ha concluso Caruso.

L’altro candidato alla presidenza della Provincia è Biagio Faragalli: “La partita giustamente era abbastanza animata perché il centrodestra è composto da tante forze politiche, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Italia del Meridione, Udc, i Moderati, la Lega, che chiaramente esprimevano delle preferenze; poi nella giornata di venerdì sono stato convocato dal centrodestra per propormi la candidatura. Credo che sia un’esperienza entusiasmante, sono convinto che un’ondata di rinnovamento debba essere anche un elemento in più, in questa campagna elettorale sto conoscendo tantissimi giovani amministratori validi che hanno voglia di impegnarsi per il territorio e di proseguire in questo percorso di cambiamento e di crescita. Questa è la verità, perché facendo il sindaco della mia città da 18 mesi, ritengo che questo metodo del creare squadra con umiltà e serietà, condividendo l’azione di governo tra gli amministratori e le forze politiche di coalizione, possa essere uno strumento utile per poter far sentire i territori vicini alla provincia di Cosenza”. Il clima è impegnativo, “c’è tanto lavoro. Credo che sia una partita che si possa giocare, non è una partita semplice, ma è bella perché c’è tanto entusiasmo non solo da parte mia, ma da parte di tutti i candidati delle due liste che sono espressione dell’area urbana e di porzioni di territorio come lo Jonio, il Tirreno, le minoranze linguistiche, il Savuto, abbiamo anche la possibilità di mettere insieme tutta la parte alta del Pollino. Secondo me andrebbero istituiti dei tavoli tecnici periodici di area, ogni 60-90 giorni i sindaci e i consiglieri di una decina di comuni dovrebbero riunirsi per ascoltare i territori, capire le problematiche e proporre una risoluzione ai problemi”. Se Faragalli dovesse essere eletto la Provincia rimarrebbe governata dal centrodestra: “Sono convinto che la nostra coalizione sia nelle condizioni di poter costruire un percorso. Sono convinto che non si tratta di cambiamenti né di continuità: si tratta della volontà di voler dare un contributo a questo territorio, con il centrodestra la Provincia di Cosenza ha fatto tanto. La Provincia ha avuto 150 milioni di euro di PNRR, ha messo in piedi 52 cantieri, di cui 10 terminati. L’Ente è stato premiato come prima provincia d’Italia dall’Unione Province Italiane, l’UPI, perché è arrivata prima come capacità di poter cogliere le opportunità del PNRR. La Provincia ha fatto tanto anche sull’assetto scolastico e sull’ambiente, bisogna secondo me continuare a migliorare la viabilità, dobbiamo intervenire e vedere come risolvere i problemi”, aggiunge Faragalli, che spiega gli obiettivi prioritari: “Abbiamo in essere deleghe importanti come viabilità, ambiente, welfare. Credo che il primo punto sia capire come e dove possiamo intervenire. Mi riferisco principalmente alla manutenzione, cioè se capita una calamità naturale, e può capitare, ma se non facciamo prevenzione che deve dare risposte a questo territorio, un impegno del genere lo si può prendere nel momento in cui focalizziamo le risorse umane che abbiamo a disposizione e le risorse economiche, in modo tale che una volta preso in considerazione questo strumento e questi elementi mettiamo a terra ciò che possiamo fare tramite gli interventi”. Gli insegnamenti tratti da prima cittadino di Montalto Uffugo che vuole portare con sé: “Dobbiamo adottare sicuramente lo spirito di squadra per lavorare tutti, fidarci, creare un assetto all’interno del centrodestra con tutti i partiti, perché noi per amministrare bene dobbiamo avere una politica che in qualche modo sia equilibrata, quindi che ci siano rispetto dei ruoli, dei partiti, della coalizione, spirito di squadra e obiettivi. I consiglieri provinciali che saranno eletti, nel caso in cui le cose vadano bene, dovranno lavorare con obiettivi che concorderanno sicuramente con me, ma una volta stabiliti poi si va avanti e ci si fida. Questo è l’obiettivo. Lo spirito di squadra è determinante nella politica, sono convinto che Maradona non esiste, c’è bisogno di un buon mister e di grandi giocatori”, conclude.