Proteste in Iran, sale la tensione

Una crisi economica senza precedenti e libertà negate dal regime sono alla base delle proteste, scoppiate da una settimana in Iran. Finora il bilancio è di 8 morti e di almeno 30 persone arrestate, con l’accusa di “disturbo dell’ordine pubblico”. Il crollo del rial (sceso a 1,4 milioni per dollaro) non ha fermato i commercianti che, esasperati, sono scesi in piazza insieme ai giovani soffocati dalle restrizioni sociali, richiedendo un cambiamento immediato accompagnato da una revisione degli aumenti fiscali. Le proteste si stanno espandendo in tutto il paese e non hanno una semplice matrice studentesca, essendo promosse dal tessuto economico, dal settore commerciale e dalla piccola imprenditoria. Mentre sale, di ora in ora, la tensione, il presidente americano Trump ha fatto sapere, tramite la piattaforma online Truth, che “Se l’Iran sparerà e ucciderà violentemente i manifestanti pacifici, come è sua abitudine, gli Stati Uniti d’America correranno in loro soccorso. Siamo pronti a intervenire”. La Guida suprema iraniana, Alì Khamenei, ha ammonito il tycoon a non immischiarsi negli affari interni di Teheran.