Cultura
Denza padre della meteorologia
Lo studioso riuscì a sviluppare reti di osservazione per controllare il tempo anche in luoghi disagiati
Dedichiamo questo speciale a padre Francesco Denza, tra i religiosi che hanno creduto fortemente al legame tra scienza e fede.
L’Anno Denziano (2024-2025) è stata una celebrazione dedicata all’opera di padre Francesco Denza, considerato il pioniere della meteorologia. Nato a Napoli il 7 giugno 1834, Denza si formò nelle scuole dei padri barnabiti frequentando il collegio “S. Agostino” a Resina. Proseguì gli studi di filosofia a Macerata e di teologia a Roma, dove ebbe modo di conoscere Angelo Secchi, gesuita e illustre scienziato, fondatore della spettroscopia astronomica e primo classificatore delle stelle in classi spettrali. Da Secchi Denza ereditò la passione per lo studio dell’astronomia e per la meteorologia. A causa dell’oblio dei tempi e della scarsità di mezzi tecnici a disposizione, padre Francesco capì che bisognava ridare vigore ad un settore come la meteorologia, attraverso la raccolta di dati sull’atmosfera e lo studio appropriato delle burrasche e dei venti. Facendosi guidare dal Signore che aveva gettato i semi, Denza fece crescere pian piano l’albero della meteorologia che necessitava di una potatura. Conseguì la laurea in matematica e fisica all’Università di Torino nel 1857 e, l’anno successivo, venne ordinato presbitero. Nel 1859 fondò un osservatorio meteorologico presso il collegio “Carlo Alberto” di Moncalieri nel capoluogo piemontese, lanciando addirittura una rubrica meteorologica che curò fino alla sua morte. Iniziò a compiere osservazioni biorarie dalle 6 alle 22 presso l’Osservatorio di Moncalieri, sperimentando il funzionamento di mezzi come i termometri e gli orari di rilevamento. Nel 1873 battezzò la sua rete con il nome di “Corrispondenza”, comprensiva di 28 stazioni e in continua espansione. Nel 1865, intanto, pubblicò il primo numero del “Bullettino Meteorologico dell’Osservatorio del R. Collegio Carlo Alberto in Moncalieri”, modellato sul “Bollettino” che il Secchi iniziò a pubblicare sin dal 1862, contenente articoli scientifici incentrati sulla meteorologia, sull’astronomia, sulla sismologia e sul magnetismo terrestre, spesso pubblicati a puntate. La collaborazione con il Club Alpino Italiano portò Denza a istituire una rete di stazioni meteorologiche di montagna. La “Corrispondenza” divenne, quindi, “Corrispondenza meteorologica italiana alpina-appenninica”. Dal 1875 il barnabita estese il suo interesse a livello nazionale e, grazie all’aiuto dei missionari italiani in America del Sud, si prodigò per la fondazione di nuove stazioni anche oltreoceano. Risale al 1880 la prima riunione meteorologica italiana, nel corso della quale padre Francesco introdusse alcuni strumenti: un anemoscopio per studiare la direzione del vento, un anemometro semplice per misurare la velocità e la pressione del vento, un anemografo per registrare l’intensità del vento e un pliviografo per registrare l’altezza delle precipitazioni piovose. In seguito fuse gli ultimi due mezzi lanciando uno nuovo chiamato “anemopluviografo Denza”. Il 1881 è l’anno che sancisce la nascita della “Associazione meteorologica italiana”, con sede a Moncalieri, di cui Denza è ritenuto il fondatore. Al nuovo ente facevano capo 186 osservatori locali per lo studio del clima e, in più, molte altre stazioni termopluviometriche o pluviometriche. Il religioso tenne varie riunioni a Napoli, Firenze e a Venezia, curò le pubblicazioni dell’ “Annuario meteorologico italiano” e propose anche la fondazione di rilievi sismologici sistematici. L’Associazione si consolidò nel corso della II riunione meteorologica italiana, che si svolse a Napoli dal 25 settembre al 1° ottobre 1882. Furono eletti gli organi dirigenziali e Denza divenne il direttore della “Società Meteorologica Italiana” nel 1883. Su richiesta di papa Leone XIII, il presbitero ripristinò la Specola Vaticana, di cui fu anche direttore, fu ambasciatore scientifico della Santa Sede e presiedette la Pontificia Accademia de’ Nuovi Lincei fino alla sua morte, avvenuta il 13 dicembre 1894. La Società di Meteorologia Italiana si fuse all’omologo ufficio centrale di Roma andando incontro, tuttavia, ad una fase di silenzio nel corso della seconda guerra mondiale. Riprese le attività a partire dal 1993, con la costituzione della Società Meteorologica Subalpina e la fondazione della rivista “Nimbus”, tramutandosi infine in Società Meteorologica Italiana Onlus nel 2000. Denza ha fatto fiorire una scienza giovane e ha gettato le basi per lo sviluppo delle reti di osservazione, anche in luoghi disagiati e difficili da raggiungere, oltre ad aver il merito di aver divulgato i dati fuori dall’ambito accademico.
