Oppido – Palmi. Mons. Alberti in una lettera, “tenere accesa la luce del Giubileo”

“Portiamo ancora nel cuore l’Anno Giubilare, dono di grazia e di misericordia per tutti. Sono state veramente tante le occasioni a livello personale, famigliare, parrocchiale, diocesano, tra noi e a Roma, nelle quali abbiamo sperimentato la bellezza di essere Chiesa ‘pellegrina di speranza’ che ha incontrato il Signore ‘che non delude’”. Lo scrive, in una lettera alla comunità ecclesiale, il vescovo di Oppido Mamertina-Palmi, mons. Giuseppe Alberti, aggiungendo che i santuari diocesani, luoghi giubilari, sono stati “punti di riferimento per ricevere e imparare misericordia; le carceri sono stati spazi in cui scoprire percorsi di liberazione per sperimentare la libertà dei figli di Dio anche dietro le sbarre; le parrocchie si sono messe in movimento per offrire momenti di preghiera e iniziative di carità; scelte personali o famigliari vissute con sincerità di cuore sono state occasioni per compiere passi di conversione verso una pace più profonda, una gioia più grande, un amore più concreto”. Il Giubileo vissuto “non è una esperienza chiusa in sé stessa ma si apre a un cammino di discepolato cristiano che mai termina”, scrive mons. Alberti che cita la consegna della lampada accesa ai Rettori dei Santuari e ai Cappellani delle carceri. Un atto – spiega – che “non voleva essere un puro gesto celebrativo, ma un segno da tener vivo nella quotidianità del nostro cammino di Chiesa”. A livello comunitario e famigliare il presule invita a tenere “accesa” la luce giubilare proponendo “gesti di novità cristiana: momenti centrati sulla Parola di Dio sia in parrocchia che in famiglia; la preghiera fatta insieme dove è presente il Signore; la partecipazione della famiglia alla Eucaristia domenicale; scelte concrete di aiuto a qualche progetto sociale o missionario; rinnovata disponibilità in un servizio ecclesiale nella comunità o in una testimonianza evangelica negli ambiti nella società”. Mons. Alberti ricorda, tra le iniziative giubilari, l’apertura dello sportello anti-usura, “un’opera-segno che possa dare continuità al Giubileo, per una esperienza di liberazione da ogni forma di schiavitù, morale e spirituale, sociale ed economica. Il flagello dell’usura e la piaga del gioco d’azzardo – sottolinea – spesso rovinano persone e famiglie, portando a situazioni nelle quali viene calpestata la dignità umana e spariscono serenità e speranza. Come Chiesa sentiamo il dovere di rimanere accanto, sostenere, ridare fiducia e accompagnare in percorsi di liberazione. La risposta generosa a questa iniziativa con gesti di solidarietà da parte di singoli e di gruppi, di parrocchie e di comitati feste, è motivo di grande consolazione e incoraggiamento su questa strada di prossimità e di aiuto”. L’Anno giubilare – spiega – è stato “un anno benedetto, ma anche il 2026 è iniziato sotto questo auspicio divino: ‘Il Signore ti benedica, ti faccia vedere il suo volto e ti dia pace’. La benedizione del Signore raggiunga i motivi di lamentela e di sconforto, le situazioni di fatica e di sofferenza perché siano illuminati dalla Speranza che non delude”. Da qui l’invito a “camminare con il Signore, sotto la sua benedizione, con la Chiesa, come Chiesa, per dare speranza al nostro mondo”.