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Messaggio di fine anno 2025: Acli, “da Mattarella spunti preziosi che toccano da vicino il nostro impegno per la pace e il lavoro”
“Il messaggio di fine anno del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, offre spunti preziosi che toccano da vicino l’impegno delle Acli per la pace e per il lavoro”. Così le Associazioni cristiane lavoratori italiani in una nota nella quale viene sottolineato che “la prima sfida, la più essenziale, è quella della pace: dall’Ucraina a Gaza, fino alle guerre dimenticate in Sudan e Somalia”. “Pace – viene evidenziato – intesa come ‘modo di pensare: vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza imporre la propria volontà o i propri interessi’. In sintonia con Leone XIV, il presidente richiama la necessità di ‘disarmare le parole’, ricordando che odio e conflitto nascono anche dai gesti quotidiani e che la presenza italiana nelle istituzioni internazionali deve essere guidata dall’articolo 11 della Costituzione”. Ricordando che “Mattarella ha poi sottolineato l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica e dei lavori dell’Assemblea Costituente”, le Acli pongono l’attenzione sul lavoro che “è stato e rimane la leva fondamentale dello sviluppo e i diritti conquistati vanno difesi e adattati senza arretramenti nella tutela della dignità della persona”. “Il richiamo all’esperienza costituente – prosegue la nota – ci ricorda che la Costituzione nacque da una sintesi alta tra convergenze e contrasti e che ogni intervento sulla sua architettura deve essere frutto di un percorso unitario, evitando forzature. In un tempo in cui riemerge il fascino di modelli autocratici, è necessario difendere i valori democratici anche attraverso un uso responsabile delle nuove tecnologie, come l’Intelligenza Artificiale”. “Il presidente – continuano le Acli – ha ricordato inoltre il ruolo decisivo delle donne nella costruzione della Repubblica, tra cui la nostra dirigente Maria Federici, una delle madri costituenti. E ha richiamato i momenti di dolore vissuti dal Paese, dalle stragi di Kindu al terrorismo e alla mafia, che ci insegnano quanto siano vitali l’unità delle forze democratiche e la ricerca della verità”. Infine, l’appello al bene pubblico come responsabilità condivisa: “La Repubblica siamo noi. Ciascuno di noi”. “Come Acli, radicate nei valori del Vangelo e della Costituzione, vogliamo essere parte attiva di questo impegno collettivo per il bene comune”, viene assicurato: “Oggi ciò significa lavorare insieme per la pace, per un lavoro dignitoso, per un sistema di welfare adeguato, per un accesso universale alle cure e per un rinnovato impegno della politica a trovare sintesi giuste pur nelle differenze. È questa la strada che ci consegna l’esperienza della nostra Repubblica e che siamo chiamati a percorrere con responsabilità”.
. fonte: AgenSIR
