Leone XIV al corpo diplomatico: Situazione internazionale, aborto, libertà di coscienza al centro del discorso

Tanti i temi affrontati dal Pontefice nell’aula delle benedizioni. La preoccupazione per i conflitti in corso e l’attenzione al Venezuela

“Nel corso dell’Anno Santo, milioni di pellegrini si sono riversati a Roma per compiere il pellegrinaggio giubilare. Ciascuno è venuto carico del proprio vissuto, di domande e di gioie, come pure di dolori e ferite, per varcare le Porte Sante, simbolo di Cristo stesso, nostro medico celeste, il quale venendo nella carne, ha preso su di sé la nostra umanità per renderci parte della sua vita divina, come abbiamo contemplato nel mistero del Natale da poco celebrato”. Lo ha detto papa Leone nel suo primo discorso di inizio d’anno al Corpo diplomatico, pronunciato nell’Aula della benedizione.

“Il cristiano non è estraneo al mondo politico”

“Il cristiano, vivendo nella città terrena, non è estraneo al mondo politico, e cerca di applicare l’etica cristiana, ispirata alle Scritture, al governo civile” – ha detto Leone XIV.

“Il diritto umanitario internazionale deve sempre prevalere”

“La guerra è tornata di moda e un fervore bellico sta dilagando – ha evidenziato il Santo Padre -. È stato infranto il principio, stabilito dopo la Seconda Guerra Mondiale, che proibiva ai Paesi di usare la forza per violare i confini altrui. Non si ricerca più la pace in quanto dono e bene desiderabile in sé, ma la si ricerca mediante le armi, quale condizione per affermazione di un proprio dominio. Ciò compromette gravemente lo stato di diritto, che e alla base di ogni pacifica convivenza civile”.

“Ogni migrante è una persona”

“Lo spirito del Giubileo ispiri in modo permanente e strutturale l’amministrazione della giustizia così che le pene siano proporzionate ai reati commessi, siano garantite condizioni dignitose ai reclusi, soprattutto ci si adoperi per l’abolizione della pena di morte, provvedimento che annienta ogni speranza di perdono e di rinnovamento”.

“Rispettare la libertà di coscienza”

“L’obiezione di coscienza consente all’individuo di rifiutare obblighi di natura legale o professionale che risultino in contrasto con principi morali, etici o religiosi profondamente radicati nella sua sfera personale: che si tratti del rifiuto del servizio militare in nome della non violenza o del diniego di pratiche come l’aborto o l’eutanasia per medici e operatori sanitari”.

“No ad aborto e maternità surrogata”

Per Leone XIV, “è deplorevole che risorse pubbliche vengano destinate alla soppressione della vita, anziché essere investite nel sostegno alle madri e alle famiglie. L’obiettivo primario deve rimanere la protezione di ogni nascituro e il supporto effettivo e concreto a ogni donna affinché possa accogliere la vita”.

Rispettare la volontà del popolo venezuelano

“Rinnovo l’appello a rispettare la volontà del popolo venezuelano e ad impegnarsi per la tutela dei diritti umani e civili di ognuno e per l’edificazione di un futuro di stabilità e di concordia”.

Sull’Ucraina

In Ucraina, la Santa Sede “riafferma con decisione l’urgenza di un cessate-il-fuoco immediato e di un dialogo animato dalla ricerca sincera di vie capaci di condurre alla pace”. 

Sulla Terra Santa

In Terra Santa, “dove, nonostante la tregua annunciata ad ottobre, la popolazione civile continua a patire una grave crisi umanitaria, che aggiunge ulteriore sofferenza a quelle già vissute”, la Santa Sede “guarda con particolare attenzione ad ogni iniziativa diplomatica che provveda a garantire ai palestinesi della Striscia di Gaza un futuro di pace e di giustizia durature nella propria terra, così come all’intero popolo palestinese e all’intero popolo israeliano”. In particolare, per Leone XIV, “la soluzione a due Stati permane la prospettiva istituzionale che viene incontro alle legittime aspirazioni di entrambi i popoli, mentre si rileva, purtroppo, l’aumento delle violenze in Cisgiordania, perpetrate contro la popolazione civile palestinese, che ha il diritto a vivere in pace nella propria terra”.