Chiesa
Leone XIV: a Dicastero laici, famiglia e vita, “non è il sacerdote da solo, o un catechista o un leader, che genera alla fede”
“Non possiamo fermarci a trasmettere una dottrina, un’osservanza, un’etica, ma siamo chiamati a condividere ciò che viviamo, con generosità, amore sincero per le anime, disponibilità a soffrire per gli altri, dedizione senza riserve, come genitori che si sacrificano per il bene dei figli”. Lo ha detto il Papa, ricevendo in udienza i partecipanti alla sessione plenaria del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. “Nella Chiesa, a volte, la figura del formatore come pedagogo, impegnato a trasmettere istruzioni e competenze religiose, è prevalsa su quella del padre capace di generare alla fede”, ha osservato Leone XIV. “La nostra missione, però, è molto più alta”, ha proseguito: “Come la vita umana si trasmette grazie all’amore di un uomo e di una donna, così la vita cristiana è veicolata dall’amore di una comunità”. “Non è il sacerdote da solo, o un catechista o un leader carismatico, che genera alla fede, ma la Chiesa, la Chiesa unita, viva, fatta di famiglie, di giovani, di celibi, di consacrati, animata dalla carità e perciò desiderosa di essere feconda, di trasmettere a tutti, e soprattutto alle nuove generazioni, la gioia e la pienezza di senso che vive e sperimenta”, ha raccomandato il Papa, secondo il quale “quello che fa nascere nei genitori il desiderio di dare la vita ai figli non è il bisogno di avere qualcosa, ma la voglia di dare, di condividere la sovrabbondanza d’amore e di gioia che li abita, ed è qui che ha le radici anche ogni opera di formazione”. Di qui la necessità di “favorire percorsi di vita costanti, coinvolgenti e personali, che approdino al Battesimo e ai Sacramenti, o alla loro riscoperta, perché senza di essi non c’è vita cristiana”, e di “aiutare chi intraprende un cammino di fede a maturare e custodire un modo di vivere nuovo, che abbracci ogni ambito dell’esistenza, privato e pubblico, come il lavoro, le relazioni e la condotta quotidiana”.
