Chiese di Calabria
La comunità cattolica arbereshe celebra la Pasqua con i riti della tradizione bizantina
La comunità arbereshe di Cosenza celebra la Pasqua con i riti della tradizione bizantina. Nella mattina del grande e santo sabato, nella chiesa del SS. Salvatore, nel centro storico bruzio, il parroco papás Pietro Lanza, protopresbitero dell’eparchia di Lungro, ha officiato il Vespro e la divina liturgia di San Basilio con il primo annuncio della Resurrezione.
Una celebrazione ricca di segni, come quello dell’alloro sparso per tutta la Chiesa, che afferma la vittoria di Cristo sulla morte. “Oggi l’Ade gemendo grida”, dice la liturgia, richiamando l’azione di Gesù Cristo per salvare l’umanità di ogni tempo e di ogni luogo.
Il Vespro del sabato santo contiene anche la lettura di alcuni brani dell’Antico Testamento, a richiamare la storia della salvezza, che ha il suo compimento nella resurrezione di Cristo. I gesti, i segni e i significati della parola di Dio proclamata sono stati spiegati da papás Lanza nel corso dell’omelia, nella quale il sacerdote ha evidenziato che “la Pasqua è una nuova creazione”. La liturgia è stata ben animata grazie al canto di alcuni fedeli.

Come scrive il teologo e liturgista Tommaso Federici nel volume “Resuscitò Cristo” (1996) a proposito del Vespro del sabato santo e grande, “oggi, e da molti secoli, è uso di cominciare la celebrazione e alle 10 della mattina del sabato. In antico, invece, e più naturalmente, in modo da procedere ad una vera vigilia, si cominciava dopo le 17 del pomeriggio, tenendo conto che fino al sec. 6* avanzato si avevano numerosissimi battesimi con la conformazione, il che prolungata l’ufficiatura, con la Divina Liturgia, fino a tarda notte”. Per Federici, “la Resurrezione è ‘il Tutto’ della divina Rivelazione. La Resurrezione dà senso e coerenza alla vita cristiana redenta, santificata, consacrato, spinta così verso la divinizzazione, che è la ‘resurrezione comune'”.

